Warnock rivendica la vittoria, Ossof in vantaggio: se fossero eletti entrambi, Biden avrebbe la maggioranza al Senato oltre che alla Camera.

La Georgia fa sognare Joe Biden. Dopo la sua vittoria a novembre, quando Biden ha conquistato lo Stato del Sud tradizionalmente conservatore con un margine risicato (12.000 voti più di Donald Trump), il suo partito sembra a un passo dal ripetere l’exploit. In palio in Georgia ci sono due seggi di senatori che possono cambiare tutti gli equilibri politici nazionali. Conquistandoli tutti e due i democratici strapperebbero alla destra il controllo del Senato, un trofeo cruciale per l’agibilità politica del nuovo esecutivo. I seggi si sono chiusi in Georgia alle 19 locali (l’una di notte in Italia), e sette ore dopo lo spoglio non è concluso. Potrebbe protrarsi anche oggi, e non è chiaro se saranno state conteggiate tutte le schede inviate per posta, incluse quelle dei militari di stanza all’estero che possono arrivare fino a venerdì.

Ma a notte fonda con il 99% delle schede contate le percentuali sono da brivido. Nel primo duello è il democraticoa prevalere: il reverendo Raphael Warnock, il pastore protestante afroamericano che dirige la stessa chiesa Ebenezer di Atlanta che fu di Martin Luther King. Warnock ha 50 mila voti più della senatrice repubblicana uscente, Kelly Loeffler. La rete tv Msnbc lo proclama vincitore e lui stesso si considera eletto.

L’altro duello vede in vantaggio di circa 12 mila voti il democratico: l’enfant prodige Jon Ossoff, 33 anni, contro il repubblicano David Perdue, anche lui un senatore uscente. Poiché rimangono da aprire schede di alcune zone urbane ad alta densità di elettori afroamericani prevalentemente democratici, nelle aree di Atlanta e Savannah, diversi analisti considerano possibile la “doppietta” Warnock-Ossof. Potrebbe però scattare un ri-conteggio. La legge della Georgia lo prevede quando la differenza tra due candidati è inferiore allo 0,5%. Il verdetto finale in tal caso può slittare di qualche giorno.

L’eventuale doppietta Warnock-Ossoff sarebbe un miracolo visto che i repubblicani partivano favoriti. Spianerebbe la strada a una maggioranza congressuale piena, dando a Biden l’appoggio del Senato oltre che della Camera. La differenza sarebbe sostanziale rispetto alla situazione attuale, che vede il Senato controllato dalla destra. Un Senato in mano all’opposizione può bloccare molte leggi, in particolare tutte le manovre di bilancio, costringendo il presidente alla ricerca di continui compromessi. Il Senato inoltre ha una prerogativa in più rispetto alla Camera, il potere di ratifica delle nomine più importanti, che significa un condizionamento sulla composizione dell’esecutivo stesso, della Corte suprema, degli ambasciatori nelle principali sedi estere.

L’attesa del risultato finale è al cardiopalmo. Molti già s’interrogano su quale sia stato l’effetto sugli elettori della Georgia degli interventi “a gamba tesa” di Trump, che continua a contestare la legittimità dell’elezione di Biden. Intanto un retroscena del New York Times descrive un pranzo di lavoro molto teso fra Trump e il suo vicepresidente Mike Pence. In vista della sessione del Congresso, che oggi qui a Washington si riunisce per ratificare i risultati del collegio elettorale, Pence sarà chiamato tra poche ore a presiedere un evento che suggella la sconfitta del suo capo. Ma lo stesso Pence avrebbe spiegato a Trump che la Costituzione non gli dà nessun potere di stravolgere il risultato. La sessione del Congresso si apre alle ore 13 locali, in una capitale federale dove continuano ad affluire manifestanti pro-Trump.

Fonte: La Repubblica.it

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