I funzionari affermano che i visti non sono ancora stati approvati per la delegazione dell’Organizzazione mondiale della sanità per visitare Wuhan.

Da alcuni mesi l’OMS sta cercando di inviare il team di esperti globali provenienti da diversi paesi. Da luglio è in contatto con i funzionari cinesi. Gli scienziati hanno detto da tempo che è essenziale scoprire come il virus abbia fatto il salto di specie nell’uomo.

Il governo cinese ha bloccato l’arrivo di un team dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che sta investigando sulle origini della pandemia di coronavirus, affermando che i visti non sono ancora stati approvati, quando due membri del gruppo erano già in viaggio.

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha espresso il suo sgomento e ha detto di aver invitato la Cina a far entrare la squadra.

“Sono molto deluso da questa notizia, dato che due membri hanno già iniziato il loro viaggio e altri non hanno potuto viaggiare all’ultimo minuto. Sono in contatto con alti funzionari cinesi. E ho chiarito ancora una volta che la missione è una priorità per l’OMS e per il team internazionale”, ha detto.

La spedizione in Cina era diretta a Wuhan per indagare sui primi casi.

Il dottor Mike Ryan dell’OMS ha detto che il team ha lavorato a stretto contatto con i colleghi cinesi per pianificare il viaggio, criticato dagli Stati Uniti, che lo hanno definito “inconsistente”.

Ryan ha detto che due membri del team erano già in viaggio, e non è chiaro perché i loro visti non siano stati approvati dalle autorità cinesi.

La squadra sperava che fosse “solo un problema logistico e burocratico che potesse essere risolto molto rapidamente”.

“Questo è frustrante e, come ha detto il direttore generale, deludente. Questa delusione è stata espressa molto chiaramente dal dottor Tedros direttamente alle nostre controparti in Cina. Confidiamo che, in buona fede, potremo risolvere questi problemi nelle prossime ore e riprendere il dispiegamento della squadra il più urgentemente possibile”, ha detto Ryan.

Secondo quanto emerso, la questione non è legata solo al problema dei visti. Ufficialmente Pechino ha fatto sapere che la decisione “non è solo una questione legata ai visti, ma anche alle date e ad altri dettagli”. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha detto alla BBC che “potrebbero esserci stati dei malintesi” e che “non c’è bisogno di focalizzarsi su questi aspetti”.

Cina: “Collaboriamo con Oms”

“Le autorità cinesi sono in stretta collaborazione con l’Oms – ha poi proseguito Hua – ma ci sono stati alcuni focolai minori in più luoghi in tutto il mondo e molti paesi e regioni sono impegnati per prevenire il virus e stiamo lavorando anche su questo. Stiamo ancora sostenendo la cooperazione internazionale e  lavorando per i preparativi interni. Siamo in comunicazione con l’Oms e per quanto ne so c’è ancora una discussione in corso sulle date”. Ma il direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, si è detto “molto deluso” dal fatto che la Cina non ha ancora autorizzato i permessi per gli arrivi del team “visto che due membri avevano già intrapreso il  viaggio e altri non sono potuti partire all’ultimo minuto”.

Nuovi focolai di covid registrati in 3 città della Cina

Intanto, in 3 città cinesi sarebbero state innalzate le restrizioni a causa di nuovi focolai covid. Secondo quanto riportato dal South China Morning Post, la provincia settentrionale dell’Hubei ha registrato martedì 63 nuove infezioni locali di Covid-19, il numero più alto da mesi nella Cina continentale. Un alto funzionario del Centro cinese per il controllo e la prevenzione (CDC), inoltre, avrebbe lanciato l’allarme secondo cui i casi potrebbe aumentare ulteriormente nei prossimi giorni. Per la commissione sanitaria provinciale, martedì l‘Hubei ha registrato 20 nuovi casi trasmessi localmente e 43 casi asintomatici. Tra i casi confermati, 19 sono stati segnalati nella capitale provinciale di Shijiazhuang e uno è stato trovato nella città di Xingtai, entrambi a circa 300 km a sud-ovest di Pechino.

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