Viaggia spedito verso la Fase 2 della sperimentazione (in tutto sono tre fasi) il vaccino anti Covid italiano sviluppato da Reithera e presentato oggi allo Spallanzani.

«Abbiamo arruolato 100 persone e 45 sono state vaccinate con dosi diverse e tutti sono arrivati alla fine per la valutazione di sicurezza: il vaccino non ha avuto alcun avvento avverso grave nei primi 28 giorni dalla vaccinazioni, un risultato migliore rispetto a Moderna e Pfizer che hanno avuto effetti indesiderati. Il picco di produzione di anticorpi a 4 settimane resta costante ed il vaccino è ad una sola dose». Lo ha detto il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito alla presentazione dei risultati della Fase 1 della sperimentazione del Vaccino GRAd-CoV2, il vaccino sviluppato da ReiThera.

«Il 92,5% dei vaccinati ha sviluppato anticorpi rilevabili. Comparando i dati di questo studio con Moderna e Pfizer siamo in linea e ci aspettiamo la capacità del vaccino di prevenire la malattia sostanzialmente come gli altri vaccini. Il protocollo lo sottometteremo alle agenzie regolatorie in tempi brevi e ipotesi è di chiudere fase 3 entro l’estate». Lo ha detto il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito alla presentazione dei dati di fase 1 del vaccino italiano ReiThera.

«Italia competitiva»

«L’Italia è in grado in maniera assolutamente competitiva di giocare partite importanti sulla capacita di generare tecnologia biomedica sofisticata», lo ha detto il presidente del Css Franco Locatelli alla presentazione all’Istituto Spallanzani dei risultati della Fase 1 della sperimentazione del vaccino italiano anti-Covid ReiThera GRAd-CoV2. Il direttore scientifico dello Spallanzani  Giuseppe Ippolito durante la conferenza stampa ha mostrato una scheda con tutti gli artefici e autori principali del vaccino, al lavoro dal 24 agosto «. Il team è formato da 33 persone in tutto. Hanno poi lavorato in parallelo il DSMB (Data and Safety Monitoring Board), cioè il Comitato di monitoraggio sulla sicurezza dei dati, formato da quattro membri e presieduto da Franco Locatelli, e un comitato scientifico internazionale in cui siede anche Guido Kroemer «che oggi è considerato lo scienziato con più alte citazioni al mondo in ambito biomedico e che ha pubblicato proprio ieri una magnifica lettura filosofica su come andrà la medicina», ha detto Giuseppe Ippolito raccontando il lavoro intenso di questi ultimi quattro mesi.

Alla conferenza stampa di presentazione degli esiti e dei risultati della Fase 1 della sperimentazione del Vaccino ReiThera Grad-CoV2 è intervenuto anche Domenico ArcuriCon il fine di finanziare la ricerca lo Stato «entrerà nel capitale di Reithera» per garantire il sostegno «durante la fase 2 e la fase 3 della sperimentazione del nuovo vaccino», ha detto il commissario all’emergenza Covid-19 Domenico Arcuri. In cambio di questo sostegno «tentiamo di lasciare al nostro paese una capacità di ricerca e sviluppo che non avevamo e la possibilità di acquisire dosi di vaccino in maniera stabile e costante nel tempo, aldilà all’emergenza di queste ore». «Proviamo a raggiungere una qualche indipendenza anche nella dotazione dei vaccini», ha aggiunto Arcuri. «Il Governo ha destinato risorse sufficienti a finanziare lo sviluppo successivo della sperimentazione di ReiThera – ha spiegato -. Il Governo, tramite una società pubblica, entrerà in ReiThera anche con una operazione di equity, e i contratti di sviluppo serviranno a finanziare la ricerca e una stabilizzazione incrementale della produzione»

Come funziona

Il vaccino prevede un’unica somministrazione e si basa su un virus reso inoffensivo e incapace di moltiplicarsi, utilizzato come una navetta per trasportare nelle cellule l’informazione genetica che corrisponde alla proteina Spike. Il virus-navetta fa parte della famiglia degli adenovirus, la stessa cui appartiene il virus del raffreddore, ed è di origine animale. È infatti un virus dei gorilla.

La strategia di Reithera si basa infatti su una piattaforma vaccinale che fa uso di un “virus vettore”, un adenovirus isolato da un primate non umano, modificato in modo tale da non essere in grado di riprodursi e quindi innocuo per l’uomo. Questo “virus vettore”, come fosse una navicella, contiene l’informazione genetica per produrre la proteina spike del SARS-CoV-2, il “gancio” che il coronavirus usa per infettare le cellule. La proteina spike servirà a stimolare il sistema immunitario e renderlo pronto a riconoscere, fino a bloccare, il coronavirus al momento dell’infezione. ReiThera ha una lunga esperienza con questo tipo di piattaforma vaccinale, precedentemente utilizzata per vaccini contro altri patogeni, inclusi virus respiratori, come RSV o Ebola, con una validazione nella sperimentazione clinica molto ampia che ha dimostrato sicurezza e capacità di indurre una forte risposta immunitaria, anche con una singola dose di vaccino. La piattaforma tecnologica basata su vettori “navicella” la rende particolarmente idonea alla rapida costruzione e produzione di nuovi vaccini in risposta a situazioni di emergenza o di focolai epidemici, come nel caso di SARS-Cov-2.

Il vaccino, la cui sperimentazione sull’uomo era partita lo scorso 24 agosto, è interamente italiano ed è nato grazie a un protocollo siglato a marzo tra il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il ministro della Salute, Roberto Speranza, il ministro dell’Università e della Ricerca scientifica, Gaetano Manfredi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’IRCCS Spallanzani. Per la realizzazione di questo obiettivo sono stanziati 8 milioni di euro, 5 milioni a carico della Regione Lazio, trasferiti allo Spallanzani e 3 milioni a carico del Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica. È realizzato, prodotto e brevettato dalla società biotecnologica italiana ReiThera di Castel Romano.

 

 

Chi è ReiThera

ReiThera è una azienda specializzata in biotecnologie e nella progettazione e sviluppo di prodotti biofarmaceutici (il 70% dei dipendenti è donna). L’expertise specifica è proprio nei vaccini contro le malattie infettive.  L’azienda è controllata al 100% da Keires AG, società svizzera di diritto privato, e ha la sede nel Tecnopolo di Castel Romano, in provincia di Roma, dove è stato sviluppato il vaccino anti-Covid-19.

 

Fonte: ll Messaggero

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