Sessanta milioni di reclusi per il virus? No, non per il virus: perché abbiamo distrutto il nostro sistema sanitario, che adesso non riesce a curare poche migliaia di persone! Ma la disobbedienza civile è dietro l’angolo… A dirlo è Armando Siri, giornalista professionista e senatore, in una nota su Facebook.

State chiusi in casa a Natale, a Capodanno, all’Epifania. Fate sacrifici oggi per essere liberi domani!

Quante volte l’abbiamo sentito? Il punto è che “domani” non arriva mai! E anche questa volta è arrivata puntuale la conferma. Ancora tutto chiuso, tutti chiusi, in casa.

Repubblica Weekend rossi per tutti

La verità è che nonostante i blocchi il virus ha continuato la sua naturale curva di contagi. Chiudere ristoranti, negozi, piscine, alberghi, impianti sportivi, e costringere in casa le persone non serve a salvare vite ma di sicuro contribuisce attivamente ad ammazzare la nostra economia e ad alienare il nostro stato d’animo.

Quello che non vi dicono è che non esiste una vera e propria “pandemia”, visto che siamo di fronte ad una mortalità pari allo 0,00000026% della popolazione mondiale, ma siamo di fronte allo sfacelo e all’inadeguatezza del sistema sanitario nazionale e in generale occidentale. Blocchiamo a casa 60 milioni di persone e chiudiamo un Paese perché non siamo in grado di prestare cure e assistenza adeguati a qualche migliaio di persone. Ma vi pare accettabile?

E per fortuna siamo di fronte ad un virus a bassa letalità, visto che anche la maggior parte dei malati anche con sintomi severi per fortuna guarisce. Senza considerare che l’80% degli individui hanno comunque una immunità innata e non si ammalano.

Eppure niente! Pur di non ammettere l’inadeguatezza di un sistema e correre concretamente ai ripari investendo in infrastrutture, tecnologia, capitale umano e riorganizzazione degli ospedali e della medicina territoriale, si fa pagare all’intera nazione un prezzo altissimo e per di più inutile, in termini economici e psicologici.

Così non si può andare avanti! Penso di interpretare il sentimento di tanti concittadini se dico che la pazienza è finita.  Adesso che si è capito che i sacrifici servono solo a coprire inettitudine e disorganizzazione e non certo per salvare vite o fermare il virus, non mi stupirei se molti italiani cominceranno a manifestare concretamente tutta la loro insofferenza con gesti di disobbedienza civile.

Di Armando Siri, giornalista professionista, senatore della Repubblica

Fonte: ByoBlu

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