Il presidente del Consiglio ha convocato i capi delegazione di Pd, M5s, Iv e Leu: la riunione si terrà questa mattina a Palazzo Chigi. Con il nuovo Dpcm l’Italia di nuovo in fasce di colore diverso: sei Regioni rischiano di diventare arancioni. Nel weekend ipotesi di tutto il Paese in rosso.

Nuovo anno, nuovo Dpcm. Il 6 gennaio scadrà l’ultimo decreto del presidente del Consiglio con le restrizioni anti-Covid adottate nel periodo delle festività natalizie. Per qualche giorno l’Italia continuerà ad essere di colore rosso, ma da giovedì 7 gennaio il governo dovrà decidere cosa succederà nel Paese. Di certo c’è che resterà il sistema delle fasce colorate a seconda dei diversi indici di contagio nei vari territori, ma sulle misure ancora non c’è niente di sicuro e per questo motivo il premier Giuseppe Conte ha convocato per questa mattina i capi delegazione dei partiti di maggioranza.  Alla riunione parteciperanno dunque gli esponenti di Pd, Italia viva, M5S e Leu e durante il vertice a Palazzo Chigi si ragionerà su come proseguire nella lotta alla pandemia e con quali restrizioni.

Le Regioni a rischio

Come avvenuto finora, per stabilire di quale colore saranno le singole Regioni il governo si baserà sui dati della cabina di regia del monitoraggio dei dati di contagio e all’indice Rt. Le Regioni che rischiano di diventare di colore arancione dal 7 gennaio sono al momento tre: Calabria, Liguria e Veneto. Ma rischiano anche Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche.Il resto dell’Italia dovrebbe invece essere di colore giallo, compreso l’Abruzzo che prima delle festività era arancione.

L’Italia rossa nei weeekend

Il governo starebbe però lavorando a una stretta ulteriore che prevede, nei weekend, un’Italia tutta rossa e, dunque, con le misure più severe: chiusura dei negozi considerati non essenziali, stop agli spostamenti anche all’interno del proprio Comune e chiusura dei ristoranti e dei bar (con asporto e delivery consentiti).

La scuola

Resta lo scontro tra il governo e i presidenti delle Regioni sulla scuola. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha stabilito la riapertura degli istituti dal 7 gennaio e il ritorno in presenza degli studenti. Ma i governatori si oppongono e attraverso il presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza Stato-Regioni, Stefano Bonaccini, chiedono un nuovo incontro al premier Conte.

Fonte: La Repubblica.it

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