Alla fine di dicembre 2020, l’anno che passerà alla storia come quello della pandemia del Covid-19, la ricchezza netta dell’imprenditore Leonardo Del Vecchio è salita a 24,8 miliardi di dollari, intorno ai 20,3 miliardi di euro ai cambi odierni.

A calcolarlo sono le stime di ricchezza in tempo reale effettuate da Forbes.com, dove emerge anche che a oggi il fondatore del gruppo dell’occhialeria Luxottica staziona al cinquantottesimo posto della classifica mondiale dei miliardari del 2020. Il patrimonio di Del Vecchio risulta quindi in crescita rispetto all’ultima classifica ufficiale stilata dalla stessa Forbes, risalente allo scorso marzo, che calcolava per l’imprenditore cresciuto nell’orfanotrofio milanese dei Martinitt una ricchezza netta di 16,1 miliardi di dollari (13,2 miliardi di euro) collocandolo al sessantaduesimo posto dei miliardari mondiali e al secondo in Italia, alle spalle di Giovanni Ferrero.

I dettagli di come la cifra viene calcolata non vengono svelati, ma è probabile che il balzo verso l’alto dipenda soprattutto dall’effetto EssilorLuxottica, che è il principale investimento all’interno del portafoglio della cassaforte Delfin della famiglia Del Vecchio. Il fatto è che, proprio tra marzo e aprile, le azioni del gruppo degli occhiali franco-italiano hanno raggiunto i minimi dell’anno, in area 93-95 euro l’una rispetto al prezzo di quasi 130 euro di fine 2020 e rispetto al massimo dei 12 mesi pari a quasi 145 euro che era stato toccato a gennaio, prima della consapevolezza dell’arrivo della pandemia. Questo significa che la quota di poco più del 30% in mano alla finanziaria lussemburghese della famiglia Del Vecchio, che la rende la prima azionista del gruppo, oggi vale intorno ai 17 miliardi di euro, mentre tra marzo e aprile era arrivata a valere sui 12 miliardi.

Il 17 dicembre 2020, intanto, EssilorLuxottica, che a settembre aveva alzato il velo su una collaborazione pluriennale con Facebook “per sviluppare la prossima generazione di smart glasses”ha annunciato importanti cambiamenti: dopo che Hubert Sagnières ha lasciato tutte le cariche operative restando vice presidente non esecutivo, “al fine di mantenere la governance paritaria”Leonardo Del Vecchio ha lasciato “volontariamente le cariche operative nella società”, di cui è rimasto presidente non esecutivo. Nello stesso tempo, Francesco Milleri, uomo di fiducia di Del Vecchio che da tempo l’imprenditore voleva ai vertici del gruppo degli occhiali, e Paul du Saillant hanno assunto “tutti i poteri esecutivi fino all’assemblea degli azionisti del 2021” e sono stati così “nominati rispettivamente amministratore delegato e vice amministratore delegato”.

Nella stessa nota del 17 dicembre, EssilorLuxottica, che a valere sul bilancio 2019 aveva stabilito di non distribuire cedole agli azionisti, ha fatto sapere che il consiglio di amministrazione “ha inoltre deciso di pagare un acconto di dividendo per l’esercizio 2020 pari a 1,15 per azione in data 28 dicembre 2020. Questa decisione – ha spiegato il gruppo guidato da Milleri – è stata presa alla luce dell’efficacia delle misure adottate per contenere i costi e preservare la liquidità messe in atto dalla società e vista la solida ripresa nella seconda metà dell’anno”.

Anche le azioni di Covivio, il gruppo immobiliare italo-francese di cui Del Vecchio è primo socio con circa il 25%, si sono riprese dal crollo delle quotazioni dello scorso marzo: i prezzi sono passati dal minimo annuo di 41 euro ai 77 euro circa di oggi, cifra comunque ancora lontana dai 111 euro toccati a febbraio. In altri termini, la quota di Covivio in mano all’imprenditore ottantacinquenne in corrispondenza dei minimi dello scorso marzo valeva circa 900 milioni, mentre oggi vale intorno a 1,7 miliardi.
Proprio lo scorso novembre, insieme con Prada Holding e Coima sgr, Covivio ha messo a segno un importante colpo aggiudicandosi dalle Ferrovie dello Stato (Fs) l’asta per l’ex scalo di Porta Romana a Milano.

Non vanno poi dimenticate le principali partecipazioni finanziarie di Del Vecchio, ossia le Generali, di cui ha il 4,84%, Unicredit, dove staziona appena sotto il 2%, e Mediobanca: qui nel 2020 ha raggiunto l’11% rispetto al 9,9% di fine 2019 a seguito dell’autorizzazione accordatagli dalla Bce a salire fino al 20% del capitale di Piazzetta Cuccia. Messe insieme, oggi queste tre quote, che fanno di Del Vecchio oltre che un imprenditore anche un importante uomo di finanza al centro dei maggiori snodi del potere italiano, valgono oltre 2,2 miliardi di euro.
E chissà che nel corso del 2021, essendo stato autorizzato dalla Bce a salire ancora, Del Vecchio non decida di arrotondare ulteriormente la partecipazione in Mediobanca.

Fonte: businessinsider.com

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