Piove a dirotto sulla Città dei Papi. Il vento freddo ha fatto cadere degli abeti festosi a piazza del Teatro. Piove sulla fine di questo 2020 che non rimpiangeremo.

Piove su pagine di storia che mai pensavamo lo scorso anno di vedere scritte.

 

Viterbo, dopo il Natale in zona rossa, è tornata in zona arancione, ma appare grigia, spenta, vuota.

Deserto il centro storico. Dalle poche vetrine illuminate occhieggiano gli abiti scintillanti di una festa che non c’è stata. Umide spirali di grigio avvolgono le strade sempre più dissestate.

Abbastanza affollati i centri commerciali per gli acquisti in vista di un San Silvestro senza particolari festeggiamenti. Nei carrelli delle bottiglie di spumante e qualche pandoro.

Si attende il brindisi per il 2021, che sarà pieno di speranza e voglia di liberazione.

Piove ancora forte sulla Città dei Papi e sugli ultimi, silenziosi giorni dell’anno.

 

Tornano in mente i bei versi di Gabriele D’Annunzio de “La pioggia nel pineto”

 

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t’illuse, che oggi m’illude,
o Ermione.

Piove anche sui nostri “pensieri freschi”, che l’anima, rinnovata dall’amore e dalla speranza, fa nascere, sui sogni e le illusioni (la favola bella) che ieri c’illusero, che oggi c’illudono, ma lasciano il sogno e il desiderio di un 2021 migliore dell’anno che sta finendo.

Lucio Dalla cantava:” Ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando. Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, ogni Cristo scenderà dalla croce, anche gli uccelli faranno ritorno. E ci sarà da mangiare e luce tutto l’anno…”.

Sempre l’anno nuovo apre la porta a nuove speranze… il prossimo in particolare.

Anna Maria Stefanini

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