Vincenzo Libri, 59enne, di Lamezia Terme, direttore del Centro Ricerche cliniche all’University College di Londra, è a capo della sperimentazione di un nuovo farmaco anticovid. La storia di Libri è quella di un calabrese, lametino in particolare, che per emergere e far valere la propria professione e bravura, lascia la sua terra affermandosi all’estero.

A Londra con l’idea di rimanere solo per 6 mesi, ha raccontato in un’intervista a SkyTg24, si è invece fermato nella capitale britannica dove ormai vive da 30 anni. Libri ha parlato di una scoperta che ha potenzialità eccezionali. Ma di cosa si tratta? Lo ha spiegato in breve nell’intervista di pochi minuti a Sky e anche sulla base di alcune anticipazioni pubblicate sul Guardian. Si tratta di un “farmaco che potrebbe dare un’immunità immediata. Se diamo degli anticorpi già attivi che riconoscono il virus e quindi non dobbiamo aspettare i tempi tecnici del vaccino che stimola gli anticorpi naturali, l’effetto è immediato, posto che gli studi diano i risultati desiderati, perché siamo ancora all’inizio”.

Secondo Libri, lo studio è “di portata potenzialmente spettacolare, grandiosa”. Lo scienziato lametino ha quindi parlato nello specifico degli aspetti che riguardano lo studio correlandoli con il vaccino. “Dal punto di vista del principio – ha proseguito – c’è l’opportunità di trattare pazienti che non avrebbero comunque un vantaggio dal punto di vista del vaccino. Infatti, la differenza fondamentale fra un vaccino convenzionale e un trattamento con anticorpi neutralizzanti è che il primo stimola la produzione di anticorpi naturali, questo trattamento invece riproduce in maniera sintetica, in laboratorio, l’anticorpo Covid. Va da sé che un paziente che è stato in contatto con uno o più casi confermati di Covid non otterrebbe vantaggi, nel senso che il vaccino ha dei tempi tecnici per la produzione di anticorpi di almeno un mese, un mese e mezzo. I vaccini, infatti, compresi quelli Covid, richiedono una prima vaccinazione e un richiamo a un mese-sei settimane e solo dopo il secondo richiamo c’è la produzione di anticorpi a un livello sufficiente per proteggere dalla malattia”. Libri, sempre a Sky, ha reso noto nel dettaglio che “si tratta di due studi identici, uno si chiama “Storm chaser” per individui venuti a contatto con casi positivi di Covid e a rischio di sviluppare l’infezione in 6-7 giorni, mentre l’altro si chiama “Provent” ed è uno studio fatto su individui con altre patologie e immunosoppressi”. Ma quali sono le prossime tappe e le aspettative?

“Lo studio continuerà per un anno, l’aspettativa – ha sottolineato Libri – è che ci sia una protezione per almeno 6 mesi-un anno, un po’ come per tutti gli anticorpi neutralizzanti anche in altre patologie. In base a chiarissimi risultati positivi intermedi dello studio si potrebbe chiedere un’urgente approvazione anche prima della formale conclusione dello studio. Che potrebbe in linea teorica verificarsi per marzo-aprile, più probabile per l’estate, nella peggiore delle ipotesi alla fine del 2021, in base al numero dei volontari che accedono al programma”. In attesa di questo lasso di tempo, non resta che porgere un sincero in bocca al lupo al professor Libri e ai suoi studi che rendono orgogliosi Lamezia e la Calabria.

 

Fonte: Lametino

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