Se pensiamo che tutte le feste che ci accingiamo a trascorrere in pieno lockdown in questi giorni e nei prossimi siano un problema serio a causa dell’inarrestabile pandemia da Coronavirus, ci sbagliamo. Ancor peggiore potrebbe risultare il Natale dei prossimi anni.

Ecco spiegato il perché.

A lanciare l’allarme è il WWF che appare davvero preoccupato non tanto per il Covid-19 che sta colpendo ogni angolo del nostro pianeta ma, in generale, per la crisi climatica che ci attanaglia ormai da diversi anni. Secondo quanto si legge in un comunicato stampa, la più grande organizzazione mondiale per la protezione ambientale afferma che siamo noi umani i veri artefici del cambiamento climatico.
Nel 2050, infatti, se non agiremo nel modo giusto per contrastare i cambiamenti climatici, ci troveremo dinanzi a scenari tragici con giornate di Natale ancora più dure rispetto a questa che stiamo trascorrendo nell’anno 2020.

Quali le possibili conseguenze? Partendo dalle temperature, si stima che con il passare degli anni potremmo assistere ad aumento notevole con una media di +1.5-2°C rispetto al periodo trentennale (1980-2010). Questo non farebbe altro che portare ad un generale scombussolamento delle condizioni meteo nel bel mezzo delle stagioni.
Ad esempio a Natale risulterà difficile poter sciare in quanto le stazioni sciistiche potrebbero cessare la loro attività per la grave mancanza del manto nevoso sulle piste.

Inoltre, ad aggravare la situazione saranno le piogge che risulteranno in certi casi alluvionali specie sull’arco alpino occidentale con un aumento di circa il 30% dei fenomeni. A rischio quindi diverse aree urbane ed extraurbane con possibili inondazioni improvvise e allagamenti, con danni stimati tra i 4,5 e gli 11 miliardi di euro.

Tuttavia, non è poi così difficile salvare il Natale dei prossimi anni. Sarà importante agire con la riduzione dei gas inquinanti soprattutto nelle aree protette del nostro Paese e attuare un grande piano nazionale di riqualificazione della Natura d’Italia. Questo potrebbe almeno permetterci di ‘contenere’ le temperature e non proiettarle verso veri e propri sconvolgimenti futuri.

 

Fonte: Il Meteo

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