Gli anticorpi al Covid cominciano a diminuire dopo 20 giorni dall’infezione, ma alcune cellule all’interno del sistema immunitario – chiamate cellule B della memoria – sono capaci di “ricordare” il virus e di stimolare una nuova produzione di anticorpi in caso di reinfezione. L’ipotesi è che lo stesso possa accadere grazie ai vaccini

Lo studio, pubblicato il 22 dicembre sulla prestigiosa rivista scientifica, rivela che alcune cellule specifiche all’interno del sistema immunitario – chiamate cellule B della memoria – “ricordano” l’infezione da parte del virus e attraverso la riesposizione al virus stesso innescano una risposta immunitaria protettiva. Il nostro corpo, quindi, inizia una rapida produzione di anticorpi così come avviene per altri agenti patogeni. I ricercatori hanno reclutato 25 pazienti Covid-19 e prelevato 36 campioni di sangue dal giorno 4 dopo l’infezione al giorno 242. Come accaduto con altri studi, esaminando solo la risposta anticorpale, i ricercatori hanno scoperto che gli anticorpi contro il virus hanno iniziato a diminuire dopo 20 giorni dall’infezione. Tuttavia è emerso che tutti i pazienti hanno continuato ad avere cellule B della memoria, capaci di “riconoscere” uno dei due componenti proteici del virus Sars-Cov2.

Queste cellule B, specifiche del virus, sono rimaste stabilmente presenti nei pazienti fino a otto mesi dopo l’infezione. Secondo il professor Menno van Zelm, della Monash University, uno degli autori della ricerca, i risultati danno speranza sull’efficacia di qualsiasi vaccino contro il virus e spiegano anche perché vi siano stati così pochi esempi di vera reinfezione tra milioni di persone risultate positive al virus a livello globale.

Lo studio su Science Immunology

 

Fonte: Il Messaggero

 

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