“L’Italia si colorerà tutta di rosso. E durerà fino a maggio.

La notizia del vaccino serve a farci accettare il lockdown, nella convinzione che a breve saremo liberi.

Invece non arriverà nessun vaccino. Non prima dell’estate.

Giusto il tempo di concludere l’operazione, appena il sistema economico collasserà, la grande speculazione finanziaria passerà all’incasso e si prenderà tutto a prezzi stracciati. Come da copione.

Pochi di noi rimarranno in piedi.

Il “Salviamo Natale” durerà 15 giorni.

Serve a far entrare il bestiame nel recinto (o meglio, nel mattatoio). Dal quale non uscirà più.

Il sistema sanitario è di nuovo in ginocchio. Non per il virus, ma per la totale disorganizzazione (organizzata).

I complici di questo scempio epocale hanno fatto di tutto affinché la situazione si ripetesse.

Hanno fatto sparire la clorochina, non hanno potenziato la rete di medicina territoriale per curare i pazienti a casa e abbattere il modello ospedale-centrico, fallimentare contro questo virus.

Non hanno ufficializzato un valido protocollo nazionale di terapia domiciliare, nonostante i farmaci che smorzano sul nascere le tempeste citochiniche (evitando che il paziente giunga in ospedale in condizioni critiche) siano disponibili da 7 mesi.

Il problema non è il virus. Il problema è la disorganizzazione (meticolosamente) organizzata.

Il resto l’ha fatto, come al solito, la nostra “informazione” che ha criminosamente contribuito a mettere in difficoltà il sistema sanitario generando una massa incontrollabile di persone terrorizzate che al primo starnuto corrono in ospedale.

La paura è stata indotta, ingigantita e strumentalizzata.

Hanno scaricato la colpa sulla movida o su qualunque cosa gli capitasse a tiro.

Invece di prendersela con chi (pur avendo tempo e strumenti) non è stato in grado di (non ha voluto) permettere che la gente vivesse la propria vita in libertà, senza bisogno di restrizioni.

I nostri medici vittime principali, oggi invocano il lockdown, perché vedono arrivare di tutto, senza il filtro determinante (volutamente castrato) della medicina territoriale.

Se a marzo ciò si poteva comprendere, oggi va condannato e perseguito penalmente (a partire dai vertici del Ministero della Sanità).

La paura indotta e strumentalizzata ha fatto perdere la ragione a tanti.

Molti sono stati portati addirittura ad invocare restrizioni. Molti denunciano se vedono per strada persone che compiono gesti quotidiani, naturali, umani.

Mentre le nostre forze dell’ordine non si oppongono. Come i nazisti che a Norimberga dissero “abbiamo solo eseguito gli ordini”, era il loro lavoro, avevano rispettato le “regole”. Anche se assurde.

Tutto questo però non ci assolve dalle nostre responsabilità.

Ci stanno prendendo tutto. Il tempo, la libertà, il lavoro, la dignità e le gioie della vita.

Se non reagiamo, con clamorosa partecipazione, la colpa più grande sarà nostra.

Coraggio!”

Prof. Giulio Tarro 13.11.2020
(Medico virologo, candidato Nobel medicina, allievo prediletto di Albert Sabin, primario emerito Ospedale Cotugno di Napoli).

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