Il Pakistan ha introdotto nuove leggi che prevedono la castrazione chimica per gli stupratori. Il primo ministro Imran Khan e il suo governo avevano approvato il provvedimento il mese scorso e ora il presidenteArif Alvi lo ha firmato. Si tratta di una norma che arriva in seguito alle forti proteste pubbliche contro la violenza sessuale nel paese.

Segue il clamore e le proteste scoppiati in tutto il paese in seguito allo stupro di gruppo di una donna, davanti ai suoi figli, fuori dalla città di Lahore a settembre.

Due aggressori l’avevano tirata fuori dalla sua auto che si era fermata per mancanza di benzina di notte su un’autostrada deserta, nella provincia orientale del Punjab, e l’hanno violentata in gruppo, mentre i figli terrorizzati la guardavano. Entrambi gli uomini sono stati successivamente arrestati.

Aveva chiamato l’assistenza, ma è stata aggredita prima di poter essere soccorsa. Le proteste sono scoppiate dopo che le autorità avevano suggerito che la colpa fosse proprio della donna, che avrebbe dovuto viaggiare su una strada più trafficata e controllare la sua benzina prima di partire.

In Pakistan, dove gli stupri sono sempre più in aumento, ogni anno quasi 1.000 donne vengono uccise nei cosiddetti “delitti d’onore” per presunta violazione delle norme conservatrici sull’amore e il matrimonio.

 

Fonte: GreenMe

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