A Messina un’infermiera ha vinto il ricorso contro l’obbligo delle vaccinazioni antinfluenzali per medici e operatori sanitari imposto in Sicilia con un decreto dell’assessorato alla Salute.

Il giudice del lavoro ha stabilito che l’introduzione dell’obbligo del vaccino non è di competenza regionale ma deve essere stabilito con una legge dello Stato.
Lo rende noto il sindacato degli infermieri NurSind che parla di una vittoria di civiltà che riconosce il principio di autodeterminazione del cittadino e del lavoratore nonché il diritto al lavoro ex articolo 36 della Costituzione “avverso la paventata ipotesi – si legge nel comunicato – della sospensione temporanea del lavoro di quanti non si volessero sottoporre al vaccino”.
Una decisione che va nella stessa direzione di un’altra pronuncia, questa volta del Tar di Palermo, cui si sono rivolti alcuni infermieri iscritti al sindacato.
In questo altro caso “il Tar ha sostenuto che si tratta di diritti inviolabili della persona umana, che non possono essere affievoliti da un atto amministrativo”.

Sospeso il decreto della Regione Siciliana

Il decreto regionale siciliano (vedi art. 10), impugnato dall’infermiera messinese, era stato firmato in occasione della campagna di vaccinazione antinfluenzale 2020/2021 e aveva introdotto l’obbligo della vaccinazione antinfluenzale per medici e personale sanitario, sociosanitario di assistenza e operatori di servizio di strutture di assistenza spiegando che la mancata vaccinazione, non giustificabile da ragioni mediche, avrebbe comportato l’inidoneità temporanea, per tutto il periodo della campagna, allo svolgimento della mansione lavorativa
Ma la sentenza del giudice del lavoro ha sospeso l’efficacia del decreto e anche della nota con cui l’azienda esortava l’infermiera a vaccinarsi entro il 20 dicembre pena la sospensione dal servizio.
Un precedente importante visto che anche in altre province di Italia gli ordini degli infermieri sono in subbuglio e dicono “no” all’obbligo del vaccino.

Il caso di Miriam, l’ostetrica licenziata per “immunità molesta”

C’è un’altra storia che ha fatto molto discutere, quella di Miriam, l’ostetrica licenziata per non avere voluto vaccinarsi contro la parotite. I media l’avevano dipinta spesso come una no-va, ma lei in realtà si era dichiarata disponibile a vaccinarsi, perfino contro una malattia per la quale ha prodotto ben tre risultati di laboratorio che indicavano come avesse una immunità a norma di legge, ovvero superiore ai limiti – pur arbitrari – stabiliti in materia. Eppure, nonostante questo, Miriam è stata licenziata e si trova in una situazione economicamente problematica e in uno stato psicofisico di grave avvilimento. Su Byoblu l’intervista integrale.

 

Fonte: Byoblu

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