L’ipotesi è adottare norme omogenee in tutto il Paese, con un irrigidimento delle disposizioni anti contagio sul ‘modello Merkel’ per evitare la terza ondata. Si valuta una deroga che dia, a chi abiti in città sotto i 5000 abitanti, la possibilità di spostarsi anche fuori dal Comune entro i 30 chilometri

Una possibile nuova stretta in arrivo durante la settimana di Natale. I numeri del contagio e delle vittime preoccupano ancora troppo, come anche gli assembramenti nelle vie dello shopping durante il weekend. Il governo così sta valutando di intervenire con nuove misure più restrittive nei giorni da Natale a Capodanno, magari chiudendo ristoranti e bar anche a pranzo. Nessun passo indietro, anzi. Si sta pensando, infatti, a un irrigidimento delle norme anti contagio nei giorni festivi e prefestivi: l’idea sul tavolo è quella di rendere tutta l’Italia zona rossa o arancione nelle giornate più a rischio. Unica eccezione, una deroga agli spostamenti tra i piccoli comuni il 25, 26 dicembre e l’1 gennaio: a chi abita in città sotto i 5000 abitanti potrebbe essere data la possibilità di spostarsi anche fuori dal Comune entro i 30 chilometri.

Il premier Giuseppe Conte continua a chiedere massimo impegno ai cittadini: “Sono ormai lunghi mesi che siamo tutti impegnati, con grandi e piccoli sacrifici, nella battaglia contro il Covid-19. La nostra comunità nazionale, pur tra mille difficoltà, è riuscita a mostrare un forte spirito di coesione e un grande senso di responsabilità. Sono convinto che continueremo a mostrare questa saldezza anche nelle prossime settimane, in occasione delle festività natalizie. Dobbiamo continuare a impegnarci e a mantenerci vigili per contrastare il contagio – scrive su Facebook – Dobbiamo predisporci ad aderire coralmente alla campagna di vaccinazione. Sarà una mobilitazione che coinvolgerà tante piazze italiane, e che sarà identificata con il simbolo della primula. Il fiore, primo a sbocciare dopo il lungo inverno, accompagnerà simbolicamente tutte le fasi della campagna verso un ideale, graduale risveglio, della nostra vita sociale. Questa volta, la sua rinascita sarà anche la nostra”.

L’ipotesi, emersa al termine della riunione dei capi delegazione, è adottare norme omogenee in tutta Italia, con un irrigidimento delle disposizioni come avverrà in Germania, per evitare la terza ondata. Come annuncia Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni: “Ci vuole un grande equilibrio, ho l’impressione che potrebbero arrivare nelle prossime ore, nei prossimi giorni, qualche restrizione ulteriore in questo Paese perché i contagi stanno tornando un po’ a risalire – dice intervenendo a ‘Live Non è la D’Urso’ su Canale 5 – Col virus dobbiamo convivere bisogna avere un equilibrio e una responsabilità che provi a conciliare le due cose: che la pandemia sanitaria venga affrontata, arrestata e col vaccino poi sconfitta, ed evitare la pandemia economica e sociale”.

Il governo ha così deciso per un cambio di passo. Uno dei motivi sono le immagini nelle vie dello shopping di “insopportabili assembramenti” come li ha definiti il commissario per l’emergenza Arcuri. Ma anche i 20mila contagi e i 500 morti al giorno. E poi la decisione della cancelliera tedesca Angela Merkel di varare il lockdown generale. Potrebbe così concretizzarsi nelle prossime ore una serie di interventi mirati per evitare che Natale e Capodanno si trasformino nel detonatore per la terza ondata del virus.

Durante la riunione che si è tenuta in serata, quella del premier Giuseppe Conte e dei capidelegazione, anche con il ministro per gli Affari Regionali Boccia, il titolare dei Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, è emerso un accordo nel valutare nuove restrizioni nei giorni festivi e prefestivi, seguendo quello che nel governo chiamano “modello Merkel”. Tra i nodi da sciogliere sicuramente c’è quello dei ristoranti con i “rigoristi” che spingono per la chiusura anche a pranzo, come avviene per le zone rosse o arancioni. La riunione si è aggiornata a domani in tarda mattina, dopo il vertice con il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e il Cts proposto dal capo delegazione dei Cinquestelle e ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, con l’obiettivo di fare il punto sulla situazione attuale dal punto di vista del rischio sanitario e capire se ci sono preoccupazioni particolari connesse al rischio di assembramenti in vista dei prossimi giorni.

Sembra così tramontare l’ipotesi di un possibile allentamento, tanto invocato dalle Regioni. Tutto il governo, infatti, sembra voler sposare la linea dei ministri Roberto Speranza e Francesco Boccia che da tempo ribadiscono la necessità di evitare qualsiasi apertura per scongiurare la tanto temuta terza ondata tra gennaio e febbraio.

Per il Pd “occorre valutare l’adozione di nuove misure che garantiscano il contenimento dei contagi”. Il M5S invoca “fermezza e rigore” e anche Italia viva con Teresa Bellanova chiede “misure anche più restrittive di quelle attuali, se necessario, ma comprensibili e coerenti. Perché solo così i cittadini saranno indotti a rispettarle”. E per evitare confusione e rendere tutta l’Italia ‘rossa’ o ‘arancione’ nelle giornate più a rischio potrebbe servire un nuovo Dpcm con misure più rigide sul modello della Germania

 

Fonte: Repubblica

 

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