Guardate il presepe esposto in Vaticano. Arriva da Castelli, la patria abruzzese della ceramica: una specie di Caltagirone del centro Italia. Solo che la natività ricorda le forme della Pachamama, l’idolo pagano che, curiosamente, fu esposto in chiesa come fosse stato una raffigurazione della Madonna.

La svolta “primitivista”, insomma, prosegue. Precisamente, come, quando e perché l’arte cristiana è caduta così in basso?

Nei cosiddetti “secoli bui”, si erigevano monumenti come la cattedrale gotica di Notre Dame a Parigi, o le innumerevoli chiese romaniche di cui è disseminata l’Italia. Ora siamo nell’era del trionfo della scienza, della tecnologia e della razionalità, eppure i disegnini che fa un bambino delle elementari spesso sono più belli di certe presunte opere d’arte sacra. Diciamo che il presepe di papa Francesco è horribilis come l’anno 2020. Uno dei personaggi – qualcuno mi ha fatto notare – somiglia all’astronauta di Alien attaccato dallo xenomorfo… O sono io che non ci capisco niente?

Fonte: Nicola Porro

One thought on “Il presepe di Bergoglio? Degno del 2020”
  1. Ognuno ha diritto di esprimere le proprie opinioni, per carità. Basterebbe dire che l’arte non va capita, deve suscitare sensazioni, cosa che il Presepe di Castelli fa. Se poi il signor Porro si fosse solamente informato un po’ di più su quest’opera d’arte (ne vedete in Piazza solo pochi pezzi, in realtà sono molto più numerosi), se avesse studiato un po’ su di essa, sugli anni in cui venne creata (anni 60) e sull’idea alla base realizzativa, forse avrebbe evitato di lanciare giudizi lapidari come spesso fa, acquistando peraltro un pochino in un aspetto che gli difetta: la simpatia.
    P.s.: a proposito di Castelli una specie di…: importanti collezioni ceramiche della scuola castellana sono esposte, per esempio, signor Porro, all’Hermitage.

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