Caro Porro,  mi chiamo Marta Roverato, ballerina professionista e insegnante di danza, flamenco nello specifico. Avevo una bella vita, adesso non ho più una vita.

Dopo tanti sacrifici e anche tante soddisfazioni e lavoro all’estero, da otto anni sono presidente di un’associazione culturale Aps a Padova e ho contratti di lavoro sia come co.co.co. che come collaboratore sportivo. In tutto il 2020 mi hanno consentito solo circa quattro mesi di lavoro. Dal 25 ottobre mi è stato imposto di sospendere tutte le mie attività: insegnamento e spettacoli dal vivo; che rappresentano la mia unica fonte di sostentamento.

La promessa a novembre dei “sostanziosi ristori” è miseramente fallita: i co.co.co. non sono stati minimamente considerati e i collaboratori sportivi per averne diritto non devono avere altri contratti tipo co.co.co. Quindi mi vietano di lavorare e non ho diritto a nessun ristoro.

Come pensano che una persona possa continuare a vivere dignitosamente? Persone al potere inadeguate e incompetenti stanno compiendo atti sciagurati per non dire criminali, che stanno portando l’Italia e gli italiani alla miseria e alla rovina. L’arte, lo spettacolo dal vivo, la cultura gridano vendetta.

Non voglio uno Stato assistenzialista, desidero solo lavorare. Vi prego di fare qualcosa subito!
Cordiali Saluti

Fonte: Nicola Porro

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