Il funerale del calciatore è stato organizzato a Vicenza per sabato mattina. Alla camera ardente ammessi solo i parenti e gli amici intimi

“Nel momento in cui stava morendo e non se ne voleva andare, io l’ho abbracciato forte e gli ho detto Paolo, adesso vai, hai sofferto troppo. Staccati, lascia questo corpo e vai. Io crescerò le bambine e porterò avanti i nostri progetti. Tu hai fatto anche troppo e quindi si è addormentato in quel momento”. Lo ha ricordato Federica Cappelletti, moglie di Paolo Rossi, i cui funerali si svolgeranno sabato mattina nel Duomo di Vicenza.

“Non è facile riassumere in poche parole tutto quello che è stato Paolo – ha aggiunto la moglie Federica Cappelletti -. Una persona unica, piena di ottimismo anche nei momenti più difficili, una persona grande ma allo stesso tempo semplice. Una persona che mi ha insegnato tanti valori belli e li ha insegnati alle nostre figlie. Io dico che dopo Paolo Rossi si sopravvive. Quindi cercherò di fare questo”.

“Preferisco pensare che sia un arrivederci” – ‘Lui era una persona che sapeva parlare allo stesso modo con i capi di Stato ma anche con le persone che incontravamo al supermercato. Questo era Paolo e questa la sua grandezza – ha anche detto -. Preferisco pensare che sia un arrivederci. Fare a meno di lui è veramente tanto. Ma dovrò farlo, gliel’ho promesso”. “Riporteremo Paolo in Toscana – ha concluso Federica Cappelletti -. Faremo la cerimonia e una camera ardente a Vicenza che era la sua città adottiva. Poi lo farò cremare in accordo con il figlio perché me lo voglio tenere sempre vicino”.

E’ stata allestita nell’obitorio dell’ospedale Santa Maria delle Scotte di Siena la camera ardente di Paolo Rossi, morto nel policlinico senese. La camera ardente resterà aperta fino a venerdì mattina e, in base alle restrizioni anti Covid, l’accesso sarà contingentato e riservato ai parenti e agli amici.

Funerali sabato al Duomo di Vicenza – L’addio a Paolo Rossi sarà celebrato sabato mattina nel Duomo di Vicenza, la città che ha cambiato il corso della sua carriera e che ha trascinato in serie A a suon di gol. “Stiamo cercando di capire come organizzare un evento di tale portata in questo momento” ha detto il sindaco di Vicenza, Francesco Rucco. Da stamattina la salma di Paolo Rossi è all’obitorio dell`ospedale Le Scotte di Siena, dove era ricoverato dopo l`aggravamento della malattia che gli era stata diagnosticata nella scorsa primavera. Paolo Rossi sarà ricordato con un minuto di silenzio prima di tutte le partite di Europa League. Lo ha deciso l`Uefa. A Vicenza è stato proclamato il lutto cittadino e ci sono bandiere a mezz`asta nei palazzi comunali per la morte di Paolo Rossi, a cui era stata assegnata la cittadinanza onorario lo scorso 18 febbraio.

Il fratello Rossano: “Ha sorriso fino alla fine” – “L’ho visto per l’ultima volta ieri, alle Scotte . Era entrato in coma non mi ha riconosciuto. Fino al giorno prima sorrideva, anche se aveva perduto la forza di parlare”. E’ quanto ha dichiarato al quotidiano La Nazione Rossano Rossi, fratello di Paolo, due anni e mezzo più grande.

Aveva un tumore ai polmoni – “Era malato dalla primavera, colpito al polmone – spiega Rossano -. Decise di non farlo sapere, di affrontare la malattia protetto dalla famiglia, senza clamori. Dalla malattia originaria se ne sono sviluppate altre, anche alle ossa, certo indotte dalla debilitazione che ogni giorno lo rendeva più vulnerabile. No, il Covid non lo ha colpito”. “In pochi mesi ha subito interventi, si è sottoposto a cure impattanti – prosegue -. Lo ha fatto con coraggio,  impegnando tutto se stesso, fino a sabato ha ricevuto le terapie. Paolo aveva fiducia dei sanitari di Siena si era affidato loro con la massima disponibilità e ha offerto ai medici ogni energia per superare il male. Si è aiutato da solo, con l’affetto della famiglia, di noi”.

Paolo Rossi si concedeva attimi di vita apparentemente normale, accettando ogni tanto gli inviti della tv. “Si collegava dal pc di casa con la Domenica sportiva, come tanti fanno, oggi, in tempi di Covid – racconta Rossano –  Per sostenere la breve intervista era necessaria una iniezione che lo tenesse su. Il medico gliela praticava poco prima. Gli faceva piacere mostrarsi agli sportivi, al suo mondo del calcio. Noi familiari annunciavamo che si era operato alla schiena, per spiegare la sua assenza. E non era una bugia, perché in questi mesi si è sottoposto anche a un intervento alla vertebra”.

Fonte: Tgcom24

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