Campione del mondo e persona semplice e amabile, classe 1956. E’ scomparso Paolo Rossi, simbolo dei Mondiali del 1982, quando l’Italia, grazie anche e soprattutto ai suoi memorabili goal, vinse contro l’Argentina, il Brasile di Falcao e la Germania e si aggiudicò la Coppa del mondo.

Lo chiamavano Pablito e aveva ottenuto quel nomignolo per le sue prodezze in campo. Ieri, purtroppo  si è spento all’età di 64 anni.

Paolo Rossi approdò al calcio professionistico giocando nel ruolo di ala destra con la Juventus, poi nel Como e a Vicenza, uscì fuori la sua bravura e dimostrò le sue potenzialità di attaccante. Nella stagione 1977-78 vinse il titolo di capocannoniere con 24 reti segnate e venne selezionato, dal Commissario Tecnico della Nazionale Enzo Bearzot, per far parte della nazionale ai Mondiali di Argentina 1978.

Ma il grande successo lo ebbe ai Mondiali del 1982 quando si aggiudicò anche il titolo di capocannoniere e vinse il Pallone d’oro. Nel 2004 fu inserito nel FIFA 100, comprendente i 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA.

Rossi è diventato poi commentatore sportivo per Sky Sport, poi per Mediaset Premium e alla Rai, dove entrò nel cast fisso de La Domenica Sportiva in qualità di opinionista.

Si dilettò anche nel ballo, nel 2011, a Ballando con le stelle.

Dopo Maradona, se ne è andato anche il grande Pablito.

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