«Mi dispiace dal profondo del mio cuore, ma se il prezzo che dobbiamo pagare è avere 590 morti al giorno, allora non è accettabile»

La cancelliera tedesca Angela Merkel è intervenuta in Parlamento mercoledì mattina per discutere le misure per contrastare l’epidemia da coronavirus, e chiedere che ne vengano introdotte di nuove ancora più restrittive di quelle attualmente in vigore. La Germania, come tutti i paesi europei, è nel pieno della cosiddetta “seconda ondata” della pandemia e proprio ieri, martedì 8 dicembre, ha registrato il numero massimo di morti da COVID-19 finora in 24 ore: 590.

In un discorso particolarmente appassionato, Merkel ha detto di essere d’accordo con l’appello rivolto al governo dall’Accademia nazionale di scienze Leopoldina, che aveva chiesto restrizioni maggiori per il periodo pre e post-natalizio, invitando a chiudere le scuole dal 14 dicembre e ridurre al minimo le interazioni sociali nelle due settimane di festività. Merkel ha detto che ne discuterà con i governatori federali dei länder, in modo che le nuove restrizioni possano essere approvate al più presto in tutta la Germania.

«Per quanto sia difficile – e so quanto amore è stato messo nel preparare gli stand per il vin brulé e per i waffle – tutto ciò non è compatibile con la regola di poter comprare cibo in strada solo per poi consumarlo a casa. Mi dispiace, mi dispiace dal profondo del mio cuore, ma se il prezzo che dobbiamo pagare è avere 590 morti al giorno, allora non è accettabile. E se gli scienziati ci stanno praticamente implorando di ridurre i contatti per una settimana, prima di poter rivedere i nonni e le persone anziane a Natale, allora forse dobbiamo valutare bene se non sia il caso di anticipare l’inizio delle vacanze scolastiche al 16 invece che al 19 dicembre. Cosa diremo in futuro, guardandoci indietro, se non saremo stati in grado di trovare una soluzione riguardo tre giorni, mentre è in corso un evento epocale? E forse non è giusto rimandare i bambini a casa, ma ci sarà la didattica digitale o qualcos’altro. Io questo non lo so, non è la mia area di competenza e non voglio interferire. Ma voglio dire che se ci saranno troppi contatti adesso, nel periodo che precede Natale, e dovesse finire che questo sarà l’ultimo Natale che passeremo con i nostri nonni, allora avremmo fatto qualcosa di sbagliato. E non lo possiamo permettere.

 

Fonte: Il Post

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