Il blocco della circolazione durante le feste e i relativi divieti non sono accompagnati dalla previsione di sanzioni specifiche per le violazioni

L’ultimo atto qualitativamente più importante approvato dal Governo per fronteggiare il coronavirus è il breve decreto legge del 2 dicembre 2020, n. 158, ossia il provvedimento già efficace che introduce limitazioni alla nostra libertà di circolazione durante le prossime festività. Questo testo è particolarmente interessante non soltanto per ciò che contiene quanto – se non soprattutto – per ciò che non contiene. Vediamo.

Il ruolo del Dpcm e i limiti alla libertà di circolazione

Innanzitutto, contiene due importanti innovazioni: in primo luogo, rafforza ulteriormente il peso e il ruolo nel sistema delle fonti del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri – il famigerato Dpcm – estendendone l’efficacia fino a cinquanta giorni, rispetto ai precedenti trenta (articolo 1, comma 1). Una questione seria perché, invece di ridurre il tempo – come sta avvenendo all’estero – in proporzione al rischio, l’efficacia temporale di questa fonte secondaria è estesa, facendola assomigliare sempre di più a quella primaria da cui dipende, il decreto legge: un fatto – come è evidente – che non va bene. E poi, in secondo luogo, introduce le note ulteriori limitazioni temporali e spaziali alla nostra libertà di circolazione durante le prossime festività (articolo 1, comma 2).

Ma questo decreto-legge è altrettanto interessante, come detto, per ciò che non contiene.
Divieti senza sanzioni

Esso è infatti privo di sanzioni per la violazione dei divieti di circolazione, ai quali non è possibile neanche applicare le sanzioni amministrative previste dai decreti legge precedenti (una sanzione amministrativa pecuniaria da 400 a 1000 euro) in quanto non congruenti.

Il decreto legge 158, infatti, è stato emanato per derogare al precedente decreto legge 33, e le sanzioni dettate da quel decreto (che peraltro a loro volta richiamano quelle previste da uno ancora precedente, il Dl n. 19 del 2020) non paiono applicabili anche a questi divieti. Se il Dl 33 prevedeva sanzioni rispetto alle violazioni degli spostamenti interregionali riguardanti «specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree», tali sanzioni non si possono applicare in questo caso, in quanto il blocco della circolazione durante le feste è uniforme su tutto il territorio nazionale, e prescinde anche da ogni riferimento all’adeguatezza e alla proporzionalità del rischio epidemiologico, posto che tutte le regioni – come peraltro dichiarato dal Governo – stanno assumendo progressivamente lo stesso colore giallo.

Svista o regalo

Che sia una svista tecnica o un regalo natalizio poco importa: il fatto è che il blocco della circolazione durante le feste non ha sanzioni. Tranne quella, sempre possibile, prevista dall’articolo 650 del Codice penale che prevede l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro: una misura francamente sproporzionata, a maggior ragione sotto Natale. Insomma, urge correggere quanto prima

di Francesco Clementi

Fonte: Il Sole 24ore

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