Roma. Il piano è quello già collaudato a Pasqua: posti di blocco a imbuto sulle autostrade e sulle più importanti arterie viarie, varchi controllati con banchi delle forze dell’ordine in aeroporti, stazioni e porti, pattuglie che salgono e scendono dai treni a lunga percorrenza, specialmente quelli che arrivano dall’estero.

E droni dall’alto per individuare assembramenti nei centri delle città o traffico in eccesso su strade e autostrade.

Su questa falsariga si muove l’organizzazione dell’imponente dispositivo di controlli che il Viminale affiderà ai prefetti che potranno contare su task force di polizia, carabinieri, Guardia di finanza a cui si aggiungerà, come sta già avvenendo da settimane, la polizia municipale per i centri urbani e i contingenti dell’operazione “Strade sicure” per l’esercito.

Obiettivo garantire una presenza massiccia delle forze dell’ordine in strada in modo da rendere realmente efficace la rete di controlli. A differenza di Pasqua infatti, quando l’Italia era ancora in lockdown totale, i giorni di blocco della mobilità infraregionale e tra i Comuni nei giorni segnati in rosso in calendario, il 25,26 e l’1 gennaio, arriveranno quando tutte le regioni presumibilmente saranno in giallo e dunque con gli italiani in movimento. Che, per quanto responsabili e pronti ad accogliere gli appelli del governo ad un Natale e a un capodanno casalingo con pochi commensali a tavola possibilmente solo conviventi, potrebbero essere più facilmente tentati di aggirare i divieti, soprattutto quelli — molto contestati — che il giorno di Natale costringeranno famiglie che magari abitano a pochi chilometri di distanza in piccoli comuni a rimanere divise.

Sono già stati individuati dei giorni sensibili in cui rafforzare i controlli antiassembramento, a cominciare dal weekend immediatamente precedente a quando scatterà il blocco della mobilità, quello del 19-20 dicembre in cui si prevede un movimento massiccio da una regione all’altra, di fuorisede ma anche di famiglie che raggiungeranno le seconde case in una regione diversa. E poi naturalmente l’antivigilia e la vigilia di Natale quando i controlli su strade e autostrade saranno predisposti non solo ai caselli o all’ingresso e all’uscita delle città ma “a imbuto”, cioè con posti di blocco che costringano le macchine a deviare in aree di servizio per essere sottoposte a controlli a tappeto e non più a campione. Altro momento delicato l’ultimo dell’anno quando i controlli per le strade delle città e nelle località turistiche dovranno anche vigilare per intercettare eventuali veglioni abusivi o raduni in appartamenti o seconde case in cui le persone potrebbero fermarsi a trascorrere tutta la notte fino alle 7 del mattino per evitare il coprifuoco.

Particolare attenzione già da questo weekend sarà dedicata agli assembramenti nelle città. I sindaci potranno intervenire con chiusure mirate di strade e piazze o con il contingentamento delle vie dello shopping, le forze dell’ordine saranno chiamate a far rispettare le ordinanze con rigore per evitare che si rivedano le immagini dell’ultimo fine settimana.

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