Viterbo- Un grande albero stamattina è stato posizionato nel cuore di piazza del Plebiscito, pronto per essere illuminato, come da tradizione, il prossimo 8 dicembre.

Anche lo scorso anno una cascata di stelle sull’albero di Natale ha impreziosito la piazza viterbese, già bellissima.

Tra le immagini evocative di sani e buoni sentimenti natalizi sfruttate da sempre ci sono caminetti accesi, omini innevati, luci colorate, festoni, dolci e doni.

Ma il Natale per tutti è legato ai due simboli per eccellenza. Il primo è il cuore della tradizione cristiana e universale, fa parte della nostra antica  memoria religiosa e della vita di ognuno di noi, è raffigurato nelle opere pittoriche dei più grandi artisti e celato nei cuori: il presepe.

L’altro sembra più recente nella tradizione natalizia e le sue origini nordiche lo legano a riti e folklori pagani.

In verità, l’albero di Natale è più vicino alla nostra cultura religiosa di quanto si pensi.

In effetti l’abete, essendo un albero sempreverde, anche in passato era visto come simbolo di vita e rinascita.

In tempi remoti, i rami di abete o di pino venivano utilizzati per adornare le case come simbolo beneaugurante soprattutto per il nuovo anno.

La tradizione era legata alle festività del solstizio d’inverno. In questa occasione si festeggiava la rinascita del sole (infatti le giornate cominciano ad allungarsi prevedendo il ritorno della primavera).

Quindi era comune, ad esempio presso i Celti ed i Vichinghi, portare dei rami di abete, che è sempreverde, all’interno delle case e decorarli con frutti per augurarsi una prospera primavera.

Inoltre un’altra usanza, che è giunta fino a noi, era quella di ardere degli alberi come rito di buon augurio per illuminare il buio invernale che dal solstizio d’inverno poi regrediva. Sicuramente da questi cerimoniali derivano i falò che si fanno durante il periodo nata

Intorno alla metà del XV secolo, a Tallin in Estonia, fu allestito il primo abete nella piazza centrale per radunare giocosamente ragazzi e fanciulle e aiutarli così a trovare l’anima gemella.

Gli alberi venivano posti nei centri di raduno pubblico e di vita sociale cittadina per trasmettere buon augurio alla comunità.

Nella Germania del 1800 le luci erano date da candele accese e l’albero veniva “agghindato” con frutta e anche biscotti allo zenzero e cannella, da sempre spezie evocanti il Natale nordico, pigne, decori semplici e ninnoli in vetro soffiato o di legno.

Alberi opulenti, sono presenti sia nelle fiabe (“La piccola Fiammiferaia” di Hans Christian Andersen) che nei cosiddetti libri “sociali” (“Il Canto di Natale” di Charles Dickens) dove la ricchezza delle case aristocratiche e borghesi si contrapponeva alla cruda realtà.

L’albero natalizio simboleggia:

la vita; Cristo; il perdono; la rinascita.

Nella Bibbia l’albero, in qualità di emblema, è presente svariate volte con molteplici significati come ad esempio l’Albero della vita. Un antecedente dell’albero di Natale si riscontra in Germania nei “Adam und Eva Spiele” ovvero delle vere e proprie rappresentazioni che venivano effettuate, durante la vigilia, di solito sul sagrato delle chiese.

Al centro di questi misteri vi è l’Albero del frutto del peccato. Quest’ultimo, da emblema della caduta dell’umanità nel peccato, diviene il simbolo di perdono.

La contrapposizione di Adamo ed Eva che cedono al peccato davanti all’albero del giardino dell’eden e vengono perdonati di fronte all’albero della vita grazie alla nascita di Cristo è l’idea di uso dell’albero di Natale cristiano.

Inoltre addobbare l’albero di Natale è la celebrazione del legno della Croce attraverso la quale Gesù ha redento il mondo dal peccato.

Grazie a papa Giovanni Paolo II ogni anno viene eretto in piazza San Pietro a Roma un albero natalizio gigantesco.

La regina Margherita fu la prima ad allestire l’abete natalizio al Quirinale mentre in Inghilterra fu il Principe Alberto, teutonico consorte della Regina Vittoria, a introdurre la consuetudine, importata dalla  Germania, di addobbare un grande abete per iniziare la celebrazione delle feste natalizie.

Attendiamo dunque che venga illuminato il grande albero a piazza del Plebiscito; sarà per tutti i viterbesi simbolo di speranza e rinascita.

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