Non basterebbe un intero database per tener conto di quante volte questo capolavoro della distopia contemporanea sia stato tirato in ballo a sproposito durante l’ultima annata violentata dal Covid.

In riferimento alle misure anti-coronavirus attuate dai governi di tutto il mondo, frasi, paragrafi o singole citazioni sono state riprese dai più svariati individui col fine di tentare un’allegoria con il mondo tragico raccontato da Orwell; probabilmente tuttavia queste persone, prese dalla “mania dell’aforisma impazzito” o dalla “logica del sillogismo” di frasi a effetto ma senza una valenza profonda, non hanno neanche letto per intero il capolavoro di cui oggi vogliamo trattare.

1984 è un romanzo distopico del quale non basterebbe di certo un articoletto web per parlare, è un’analisi profonda di un mondo vero-simile (certo, questo bisogna ammetterlo, non impossibile) che si concentra sui più svariati tratti della condizione umana, delle necessità primarie, dei diritti e, in generale, come anticipato, della libertà individuale.

Il libro prende in esame una parte della vita di Winston Smith, un pover uomo che fa di tutto per uscire dalla sua situazione di precarietà e repressione fisica e morale: la cosa che meraviglia di più è tuttavia il contesto, descritto in modo eccelso dallo scrittore che riesce anche ad anticipare alcuni tratti del mondo futuro certo non scontati per chi scriveva nella sua epoca (post-seconda guerra mondiale). Si narra infatti di telecamere in grado di controllare tutte le zone della città e di “parla-scrivi”, oggetto senza bisogno di presentazioni che, tramite app, sta entrando in voga proprio di questi tempi, oltre della possibilità “con poche mosse” di cancellare/modificare documenti. La cornice è il dominio incontrastato di un singolo partito (idea nata dall’appena trascorsa esperienza degli estremismi europei) e questo controllo asfissiante del “Big Brother” (Grande Fratello), la cui faccia appare ovunque nella città e il cui culto è venerato come in una religione. Il mondo è in questo frangente diviso in Oceania, Eurasia ed Estasia, 3 grandi continenti politici in continua guerra tra di loro, di cui però si sa solo ciò che “si sente dire” o ciò che, in modo poco convincente, rivela il “Big Brother”, il quale sembra parlare di vittorie solo nei periodi più scomodi per il popolo.

Uno dei più efficienti metodi per eliminare la libertà, e questo il punto cruciale della narrazione, è secondo Orwell la cancellazione totale della memoria storico-sociale-personale. Infatti nel mondo di Smith (che lavorava proprio nel “Ministero della Verità” col compito di revisionare le notizie e il passato), come per magia, nessuno ha più il ricordo definito di ciò che esistesse prima dell’avvento del Partito. Sarà proprio attraverso un tentativo di recupero di questa memoria che il protagonista capirà in che situazione si trova e il suo bisogno profondo di uscirne. Egli però si fiderà delle persone sbagliate, scriverà un diario per mantenere vividi i ricordi e, credendo di star lottando per una “rivolta”, finirà insieme alla sua amata preda dell’ “inquisizione” del Partito, così da veder fallire tutte le sue speranze di libertà, venendo perfino ri-educato a suon di massacri per diventare, infine, anche lui un gran sostenitore del Grande Fratello.

Il mondo descritto dall’inglese appare quindi totalmente lontano dalla “dittatura sanitaria” della quale si sente tanto parlare oggi, anche da parte di importanti filosofi e politici. Nel mondo distopico descritto si arriva perfino ad abolire “il libero amore“, poiché ritenuto pericoloso dai piani alti in quanto rapporto intimo e sovversivo.  Il passato e il futuro vengono del tutto cancellati insieme agli impulsi primari dell’uomo, concedendo delle piccole soddisfazioni al popolo e costringendolo a vivere in un eterno presente, con il pensiero guidato nelle direzioni imposte. Le volontà e la cultura sono del tutto annullate, senza scampo, e all’uomo non rimane che vivere in balia del proprio Partito. Siamo molto lontani dai giorni correnti.

Alcuni brevi estratti dal testo di 1984:

“Se tutti i documenti raccontavano la stessa favola, ecco che la menzogna diventava un fatto storico, quindi vera.”

“In fin dei conti, come facciamo a sapere che due più due fa quattro? O che la forza di gravità esiste davvero? O che il passato è immutabile? Che cosa succede, se il passato e il mondo esterno esistono solo nella vostra mente e la vostra mente è sotto controllo?”

“La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza.”

“Le masse non si ribellano mai in maniera spontanea, e non si ribellano perché sono oppresse. In realtà, fino a quando non si consente loro di poter fare confronti, non acquisiscono neanche coscienza di essere oppresse.”

“Il Grande Fratello ti osserva.”

“La storia era un palinsesto che poteva essere raschiato e riscritto tutte le volte che si voleva. In nessun caso era possibile, una volta portata a termine l’opera, dimostrare che una qualsiasi falsificazione avesse avuto luogo.”

“Se il Partito poteva ficcare le mani nel passato e dire di questo o quell’avvenimento che non era mai accaduto, ciò non era forse ancora più terribile della tortura o della morte?”

L’audiolibro integrale:

By Simone Chiani

Nato nel 1997. Viterbo. Diplomato al Liceo Psicopedagogico e laureato in Lettere Moderne. Autore dei libri Evasione (Settecittà, 2018) e Impronte (Ensemble, 2020).

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