Al termine della riunione di governo, Palazzo Chigi in un comunicato ha annunciato per il 2021 il possibile esonero delle tasse, al momento solo rinviate al 20 aprile, per le categorie più colpite.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto ristori quater che è ora atteso in Gazzetta ufficiale. Al termine della riunione di governo, Palazzo Chigi in un comunicato ha annunciato per il 2021 il possibile esonero delle tasse, al momento solo rinviate al 20 aprile, per le categorie più colpite. Il provvedimento prevede poi aiuti una tantum per gli stagionali dello spettacolo e dello sport e aggiunge fra i codici Ateco destinatari dei ristori anche gli agenti di commercio, inizialmente esclusi.

Possibile esonero tasse nel 2021

Per chi abbia subito una “significativa perdita di fatturato” a causa del Covid-19 “può essere previsto l’esonero totale o parziale dalla ripresa dei versamenti fiscali e contributivi”. È previsto dal testo finale del dl Ristori quater. A tale scopo è istituito “un fondo finalizzato a realizzare nell’anno 2021 la perequazione delle misure fiscali e di ristoro concesse” nel 2020, “da destinare a soggetti che abbiano beneficiato di sospensioni fiscali e contributive”. I parametri di accesso al fondo saranno decisi con un dpcm.

Nuovi aiuti

Arriva una nuova tranche di aiuti ai lavoratori precari, dagli stagionali del turismo a quelli dello sport, altre risorse per gli straordinari della polizia impegnata a fare rispettare le norme anti-Covid e un fondo ad hoc per aiutare il settore delle fiere e dei congressi, fermo in sostanza dall’inizio della pandemia.

Mille euro anche ai venditori a domicilio

Indennità da 1000 euro anche per gli incaricati alle vendite a domicilio, che si aggiungono alle categorie di precari, stagionali del turismo e delle terme, lavoratori dello spettacolo, che riceveranno una ulteriore mensilità con il decreto Ristori quater. Tra le novità dell’ultima bozza la precisazione che lo stop all’Imu per gli alberghi vale anche in caso di leasing finanziario. Inserita anche una norma per l’autostrada 22 del Brennero.

Proroga del secondo acconto Irpef, Ires e Irap

Il versamento del secondo acconto di Irpef, Ires e Irap viene prorogato dal 30 novembre al 10 dicembre per tutti i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione. La proroga è estesa al 30 aprile per le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nei primi sei mesi del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019. La proroga si applica inoltre alle attività oggetto delle misure restrittive del Dpcm del 3 novembre e a quelle operanti nelle zone rosse, nonché per i ristoranti in zona arancione, a prescindere dal volume di fatturato e dall’andamento dello stesso.

Sospensione dei versamenti di contributi, ritenute e Iva di dicembre

È prevista la sospensione dei contributi previdenziali, dei versamenti delle ritenute alla fonte e dell’Iva che scadono nel mese di dicembre per tutte le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 e che hanno registrato un calo del 33% del fatturato nel mese di novembre 2020 rispetto allo stesso mese del 2019. Sono sospesi i versamenti anche per chi ha aperto l’attività dopo il 30 novembre 2019. La sospensione si applica inoltre a tutte le attività economiche che vengono chiuse a seguito del Dpcm del 3 novembre, per quelle oggetto di misure restrittive con sede nelle zone rosse, per i ristoranti in zone arancioni e rosse, per tour operator, agenzie di viaggio e alberghi nelle zone rosse.

Proroga per la presentazione della dichiarazione dei redditi e Irap

Il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’Irap viene prorogato dal 30 novembre al 10 dicembre 2020. La proroga dei termini delle definizioni agevolate prevista dal decreto “Cura Italia” (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) viene estesa dal 10 dicembre 2020 al primo marzo 2021. In tal modo, si estende il termine per pagare le rate della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio” in scadenza nel 2020, senza che si incorra nell’inefficacia della definizione agevolata.

Fonte: Il Sole24ore

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