Il piano verrà annunciato dal ministro della Salute in Parlamento il 3 dicembre prossimo. Si parte a fine gennaio.

Un hub ogni trentamila abitanti, con drive in, palestre, ospedali da campo, oltre ai medici di base e a ospedali e strutture sanitarie facilmente raggiungibili. L’esercito impegnato direttamente insieme con il personale sanitario delle Asl. Una campagna di comunicazione per sensibilizzare i cittadini alla vaccinazione e per spiegare le modalità della campagna. Un portale dove poter seguire le dosi di vaccino e sapere dove e quando potersi vaccinare contro il Covid. Il Governo e il commissario straordinario, Domenico Arcuri, stanno mettendo a punto gli ultimi passaggi per il piano di distribuzione del vaccino che, se l’iter autorizzativo dovesse rispettare i tempi promessi, comincerà nell’ultima decade di gennaio.

Il piano verrà annunciato dal ministro della Salute in Parlamento il 3 dicembre prossimo. Alcune aziende del settore sono molto preoccupate perché parlano di “cronoprogramma in ritardo” e di mancanza di “celle frigo, siringhe, e aghi”. Il Governo e il ministero sono invece convinti di essere in tempo.

Il piano si muove su due linee: quella destinata al vaccino Pfizer/Biontech che necessita di essere conservato a una temperatura attorno ai -75 gradi e quelli prodotti da Moderna e Oxford/Astrazeneca che invece resistono a temperature più alte, e dunque più facilmente gestibili. Il Commissario ha chiesto a Pfeizer di gestire direttamente la logistica: mentre i cargo della United Airlines hanno cominciato a fare la spola tra Bruxelles (il vaccino si produce in Belgio) e Chicago con le prime dosi, in Italia sarà la stessa casa farmaceutica a portarlo in cento sedi già individuate dal Commissario con le Regioni.

Si tratta di luoghi dove saranno a disposizione dei frigoriferi in grado di avere le dosi: in alcune Regioni, come il Lazio, ne è stato già disposto l’acquisto. In altre, invece, sono state individuate attrezzature già esistenti: nei centri trasfusionali dei grandi ospedali, per esempio, ci sono frigoriferi per la conservazione del plasma in grado di raggiungere quelle temperature. Ma si sta pensando anche di requisire, in caso di necessità, strutture industriali: in Puglia, per esempio, sono state individuate alcune aree di stoccaggio delle aziende casearie, che conservano alimenti a quelle temperature.

Fondamentale però per la scelta dei luoghi sarà l’esito dell’incontro che domani avranno i rappresentanti della Pfizer con le Regioni: verrà spiegato il packaging con il quale il vaccino sarà inviato in Italia. Se già nelle siringhe (come il Governo auspica) o, invece, in polvere. “Cambia molto per decidere dove conservarli” spiegano i tecnici della Lombardia. Per il momento, però, la struttura non sembra preoccupata delle modalità di somministrazione. “Si parla – dice Pierluigi Lopalco, docente di Igiene, oggi assessore in Puglia ma che fino a qualche anno fa ha coordinato le strategie vaccinali nel Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie di Stoccolma – di un milione e mezzo di dosi, al principio. Significa 15 mila dosi per ciascuno dei cento hub. Un numero che siamo sicuramente in grado di gestire”.

Più complessa, invece, la questione quando – si spera prestissimo – arriveranno anche gli altri due vaccini e la campagna dovrà essere veloce e massiccia. In Germania si parla di stadi, fiere ed ex aeroporti come luoghi di somministrazione, in Francia a “vaccinodromi” come ai tempi dell’aviaria. In Italia hanno pensato a un hub ogni trentamila abitanti. Dovranno essere spazi grandi e facilmente raggiungibili dove si sfrutterà la collaborazione dell’esercito. Così come saranno utilizzati i medici di base che hanno già affrontato la campagna, non fortunata in molte regioni, del vaccino antinfluenzale. “L’obiettivo è raggiungere numeri importantissimi di vaccinati” dicono dalla cabina di regia. Per questo si è organizzata una campagna di comunicazione per spiegarne l’importanza e per chiarire gli aspetti logistici. Ci sarà anche un portale nel quale sarà possibile seguire la distribuzione del vaccino. E, probabilmente, anche prenotarlo.

Usa, la cura è già in volo. Adesso si aspetta il Sì dell’authority

Il vaccino anti-covid è già in volo sui cieli degli Stati Uniti. La United Airlines ha avviato un ponte aereo con decine di voli charter per la distribuzione di fiale con il prodotto della Pfizer, prima ancora che questo abbia avuto l’approvazione definitiva della Food and Drug Administration (Fda), l’authority americana per i farmaci. Il trasporto è in corso, per far sì che i primi quantitativi siano pronti, e lanciare i programmi di distribuzione e inoculazione non appena la Fda darà il suo via libera. I charter cargo della United collegano una fabbrica Pfizer nel Michigan con lo hub di Chicago e un deposito centrale nel Wisconsin, attrezzato per la conservazione del vaccino a temperature polari. Altre compagnie Usa si stanno preparando a fare lo stesso.

Francia, un comitato scientifico seguirà l’andamento della vaccinazione

La Francia ha prenotato, attraverso il meccanismo europeo, 90 milioni di dosi per la campagna di vaccinazione contro il Covid che dovrebbe cominciare a inizio gennaio con “le persone più fragili e quindi più anziane” secondo quanto annunciato da Macron. Il piano di vaccinazione non è ancora noto ed è affidato alla Haute autorité de santé (Has). Le prime raccomandazioni sulle persone prioritarie saranno comunicate questa settimana mentre bisognerà aspettare metà dicembre per capire chi farà le vaccinazioni. Anche oggi la Francia è uno dei paesi in Occidente con la più alta percentuale di persone che dichiarano di non volersi vaccinare.
Per “garantire la sicurezza sanitaria”, Macron ha deciso di creare un comitato scientifico per monitorare la vaccinazione e un “collettivo di cittadini” in modo da garantire massima trasparenza.

Germania, spazi pronti a metà dicembre. Punture in 15 minuti

La Germania sta preparando stadi, fiere, ex aeroporti, vecchi centri commerciali, persino chiese: spazi grandi e facilmente raggiungibili per il piano vaccini. Dovranno essere pronti per metà dicembre e prevedere un percorso veloce per la puntura: 15 minuti circa. Ci si potrà vaccinare solo su prenotazione. Prima saranno ammesse le categorie a rischio (il 40% della popolazione circa secondo il ministro della Sanità Spahn), poi medici, soldati, insegnanti, infine il resto dei cittadini. Le amministrazioni locali stanno arruolando medici in pensione, soldati, tirocinanti e infermieri per il titanico compito di garantire uno scudo contro il coronavirus a oltre 80 milioni di tedeschi. Secondo alcuni media il governo starebbe sviluppando una app per monitorare eventuali effetti collaterali del vaccino.

Inghilterra, obiettivo Estate 2021 per coprire tutta la popolazione

La data è il 7 dicembre. Se i vaccini anti Covid ora al rush finale dell’approvazione (Pfizer/Biontech, Moderna e Oxford/Astrazeneca) saranno accettati dalle autorità del farmaco locali, ospedali pubblici e medici di base britannici sono già stati istruiti: in quella data si inizierà a somministrare il primo vaccino, quello di Pfizer. I primi in fila a riceverlo sono infermieri, medici e altri operatori della sanità pubblica. Poi, in seconda battuta, gli ultra 80enni (regina Elisabetta inclusa, almeno in teoria) e coloro con altre patologie. Poi tutti gli altri. Se non ci saranno intoppi, il governo Johnson conta di vaccinare l’intera popolazione residente in Regno Unito entro l’estate 2021, dopo aver già ordinato 40 milioni di dosi del vaccino Pfizer, 100 di quello di Oxford e cinque di Moderna.

FONTE: La Repubblica.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *