Via Matteotti nel 1932 si chiamava Via Principessa Margherita in onore della regina d’Italia Margherita di Savoia (1851-1926), e ancora prima Strada Corriera, perché vi transitava la diligenza per il trasporto della posta e delle persone, che, entrando da Porta Romana, percorreva Via Saffi, già Via del Melangolo, il Corso Italia, già Corso Vittorio Emanuele, la Svolta, Via Matteotti e Porta Fiorentina, già Porta santa Lucia.

Sulla destra, di chi scende Via Matteotti, vediamo un palazzo che ha sostituito quello distrutto dai bombardamenti del 1944, nel quale, alla fine del secolo XVIII, era l’Albergo dello Stufato gestito da Vincenzo Marcucci, soprannominato appunto, lo Stufato.

Cesare Pinzi scrive che nel 1480 si chiamava Albergo della Corona; più tardi, verso gli anni ‘20 del secolo XIX, era sede dell’Albergo dell’Aigle Noire (dell’Aquila Nera), poi, dal 1910, sarà della famiglia Bernabei. 

In questo albergo Il 18 dicembre 1845 l’imperatore Nicola I, entrato da Porta Fiorentina, vi fu ospitato, quando era proprietario dell’albergo Giacomo Agnesotti, il quale aveva anche l’appalto delle poste.

Qui si innalzava maestoso il Palazzo Pocci, che aveva l’ingresso da Via Matteotti, e prendeva tutta l’area fino a Via della Cava. 

I Pocci furono ascritti nel 1754 alla nobiltà viterbese con Francesco. Il palazzo fu fatto costruire su disegni di Filippo Prada e fu distrutto durante l’ultimo conflitto bellico del 1944.

La contessa Olimpia Gualterio, vedova del conte Pier Giovanni Pocci, il 30 marzo 1819, vi ospitò il politico austriaco Klemens Metternich assieme alla figlia, contessa Maria Esterhazy.

Sempre in Via Giacomo Matteotti, c’era la Chiesa di san Luca, e nel secolo XII la via antistante la chiesa era chiamata “via pubblica”, oggi Via san Luca. Anche la chiesa di san Luca, fu distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Di essa restò il campanile a vela, che però verrà purtroppo abbattuto, e in questa area sarà costruito un palazzo che inizialmente fu occupato da Upim.

Di tale chiesa rimase una campana maggiore che ancora oggi la vediamo sul campanile della Chiesa del Sacro Cuore, nel Quartiere del Pilastro, e un calice d’oro è conservato nella Basilica di san Francesco alla Rocca.

Al termine di Via Matteotti, a sinistra, si apre Piazza Giuseppe Verdi, che dai Viterbesi è popolarmente detta Piazza del Teatro, per la presenza del Teatro dell’Unione. 

Era qui la Svolta, l’antica Strada della Svolta, infatti, la via presentava una stretta curva che immetteva al Corso Italia. Unito al Palazzo Nini, sempre sul fronte a sinistra di Via Matteotti, c’era il Palazzo Monarchi che fu demolito nel 1952 per consentire un migliore ingresso in Piazza Verdi a chi proviene da Via Marconi. 

Perpendicolare a questo palazzo c’era la Casa Moscatelli, posta davanti alla salita che conduce alla Chiesa di santa Rosa. La casa, detta in quel momento la spina, perché era una vera e propria spina lì conficcata e fastidiosa, fu abbattuta a sua volta da opere di demolizione che terminarono il 25 giugno 1926, per rendere più agevole l’accesso verso il Teatro dell’Unione. 

Le case col fronte su Via Principessa Margherita, (Giacomo Matteotti) che formavano la Svolta, furono iniziate ad essere demolite verso il 1937 per aprire la nuova arteria detta nuova Via Littoria, poi dedicata a Guglielmo Marconi, la quale è a copertura del Torrente Urcionio.

Gli edifici all’imbocco della via sono opera dell’I.N.A. degli anni 1937 – 1938. Il torrente, nel frattempo, era stato coperto fino a raggiungere il Ponte Tremoli, infatti, i lavori erano stati terminati il 10 maggio 1936.

Rosanna De Marchi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *