Sta per finire il 2020, anno bisestile particolarmente funesto.

Ci hanno lasciato tante persone, alcune delle quali morte sole, senza il conforto e la vicinanza dei cari.

Un bollettino doloroso che stigmatizza l’annata che sta per chiudersi, come una lunga stagione di addii, di partenze, di lutti anche di illustri personaggi che hanno fatto la storia dello sport, dello spettacolo, del costume.

Diego Armando Maradona, el pibe de oro, campione dei campioni, morto a soli 60 anni.

Sir Sean Connery, attore scozzese naturalizzato americano, highlander del cinema hollywoodiano, dal fascino senza tempo, indimenticabile agente 007.

Gigi Proietti, poliedrico artista, cuore di Roma, indimenticabile maresciallo Rocca e protagonista al teatro, al cinema e in tv.

Kirk Douglas, attore statunitense, superbo interprete di grandi film.

Ennio Morricone, compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore italiano, autore di colonne sonore per il cinema conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Stefano D’Orazio, storico batterista dei Pooh.

Ezio Bosso, direttore d’orchestra, compositore e pianista italiano.

Kobe Bryant, celebre cestista statunitense, tra i migliori giocatori della storia dell’Nba.

Franca Valeri, attrice di teatro e di cinema e indimenticabile sceneggiatrice.

Eddie Van Halen, chitarrista olandese naturalizzato statunitense e co-fondatore dell’omonimo gruppo.

 

Foglie di vita che sono cadute e che resteranno comunque bei ricordi di tutti.

Molto intensa questa poesia crepuscolare di Corrado Govoni, dedicata all’autunno, che ci fa piombare addosso tutta la proverbiale tristezza di questa stagione e di un anno che ha portato via tante vite e molte speranze.

Autunno

lo canto te, o grave autunno:
con la tua frutta squisita,
che pende dai rami brulla
come una felicità compìta;
le monotone piogge
che rigano le gote dei pallidi vetri
e intirizziscono l’anime;
le implacabili nebbie
che sfuman come un inodoro incenso
e restringono attorno a noi il mondo,
ed i nobili corvi
sempre vestiti a lutto stretto;
i poveri campo santi,
pieni di corone variopinte,
tristi girandole di fiori sulle tombe.
Senza rimpianti cadono le foglie.
Sonnecchia il sole
sulle deserte soglie.
Ma perché il cuore si duole?
Perché l’anima si rattrista?

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