Dal 10 novembre è operativo un fondo di 50 milioni di euro destinato alle radiotelevisioni locali. La notizia è stata pubblicata anche sul sito del Ministero dello sviluppo economico.

Si tratta del “Fondo emergenze emittenti locali” che prevede un contributo straordinario per quelle radiotelevisioni che si impegneranno a trasmettere informazioni istituzionali relative all’emergenza sanitaria.

Secondo quanto riportato sulla Gazzetta Ufficiale, per l’anno 2020 sarà riconosciuto “un contributo straordinario per i servizi informativi connessi alla diffusione del contagio da COVID-19”.

I fondi saranno erogati “alle emittenti radiofoniche e televisive locali, che si impegneranno a trasmettere i messaggi di comunicazione istituzionali relativi all’emergenza sanitaria all’interno dei propri spazi informativi”.

50 milioni di euro per le emittenti locali

Al decreto hanno lavorato il Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, e il Sottosegretario Mirella Liuzzi, entrambi del Movimento 5 stelle.

“Con questo provvedimento viene riconosciuto il contributo fondamentale delle emittenti radiotelevisive locali come importante presidio di informazione durante l’emergenza sanitaria” ha commentato il Sottosegretario.

Si tratta di una misura che serve a “definire uno strumento di supporto per le radio e le tv locali e allo stesso tempo garantire ai cittadini un contributo informativo costante sulle misure principali adottate dal Governo”.

Per avere accesso ai fondi le emittenti dovranno garantire un numero minimo di passaggi giornalieri. “I messaggi dovranno essere equamente distribuiti nelle ore di programmazione” si legge in Gazzetta Ufficiale. “Con l’impegno a garantire la messa in onda per una durata complessiva di almeno 60 giorni”.

Interessante è che questi 60 giorni siano spalmati da novembre fino al 30 aprile: 10 giorni fino al 31 dicembre, 30 giorni dal primo gennaio al 28 febbraio e gli ultimi 20 dal primo marzo al 30 aprile 2021.

Le emittenti possono anche scegliere tra varie possibilità. Le tv commerciali sono le più fortunate: 20 passaggi giornalieri equivalgono a oltre 750mila euro; 18 passaggi da 150 a 750mila euro; 14 passaggi da 40 a 150mila euro.

Con questo decreto il governo sembra voler “comprare” una parte dell’informazione. Se il governo paga un’emittente che s’impegna a dire quello che vuole il governo, possiamo ancora parlare di informazione corretta, libera e indipendente?

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