L’Ares 118 persiste nel reclutamento di autisti di ambulanza tramite le agenzie interinali, garantendo così del personale inesperto, pagato a peso d’oro dai contribuenti del Lazio, per guidare i mezzi giunti dall’Esercito italiano in soccorso al parco auto dell’azienda regionale.

L’ultima delibera appare abbastanza chiara per il profilo di 14 autisti: 150mila euro per tre mesi, il che significa oltre 3.500 euro al mese per ogni autista, al quale sarà garantito uno stipendio molto basso.

Perché l’azienda non utilizza i cosiddetti giubilari assunti durante il Giubileo della Misericordia, che sono sia professionalmente esperti sia ormai in organico all’Ares?

Oltre ai 600 autisti del concorso pubblico già risultati idonei alle prove di guida?

Purtroppo sembra che le aziende pubbliche debbano continuare ad essere governate senza un’oculata attenzione delle uscite, tanto le entrate continuano ad essere garantite dai portafogli dei cittadini attraverso, ad esempio, l’addizionale Irpef più alta d’Italia”.

Lo denuncia Vinicio Amici, segretario regionale Confail Sanità del Lazio.

Tutto questo con quale risultato?

La seconda ondata travolge il Lazio: “Positivi bloccati 18 ore in ambulanza”

Nonostante la giunta Zingaretti sia corsa ai ripari raddoppiando i posti letto per i pazienti Covid negli ospedali del Lazio la situazione resta critica. Caos nella provincia di Latina con i positivi costretti ad aspettare anche 18 ore in ambulanza in attesa che si liberi un posto. La denuncia dei soccorritori: “Siamo allo stremo, ora il lockdown resta l’unica soluzione”

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