La manifestazione fuori dall’ospedale dopo la notizia dei prezzi con cui trattano i domicili covid: 450 euro per visita domiciliare e 90 per consulto al telefono. La Brigata di solidarietà popolare Milano Sud: “Contestiamo le politiche sanitarie della Regione Lombardia” Coronavirus, protesta contro l’ospedale San Raffaele per i costi da capogiro per i malati covid

La notizia dei costi esorbitanti applicati dall’ospedale San Raffaele ai pazienti con coronavirus da seguire a domicilio non poteva passare inosservata. E infatti le proteste non si sono fatte aspettare: fuori dall’Ospedale San Raffaele mercoledì sera hanno manifestato quelli della “Brigata di solidarietà popolare Milano Sud”. Cartelli e striscioni per denunciare come la sanità privata convenzionata tragga profitto dall’emergenza sanitaria, mentre la sanità pubblica fatica a rispondere adeguatamente ai bisogni della popolazione.

“In Lombardia gli ospedali privati convenzionati ricevono il 40% dei fondi pubblici, sottraendo risorse a quella pubblica. Ma così la salute non è più un diritto inalienabile per ogni persona ma un privilegio elitario riservato a pochi, in pieno contrasto con quanto è scritto nella nostra Costituzione”, dichiarano gli attivisti. Gli stessi che da marzo scorso forniscono in collaborazione con Emergency la raccolta e distribuzione di cibo e beni di prima necessità alle persone più bisognose del quartiere, oltre a fornire servizi a bassa soglia.

“Ancora una volta – il loro pensiero – contestiamo le politiche sanitarie del governo della Regione Lombardia. Il San Raffaele è uno dei tanti ospedali privati che rappresentano la cosiddetta ‘eccellenza’ lombarda, una eccellenza che lucra sulle malattie e sui malati. In un periodo di crisi economica, sociale e finanziaria abbiamo bisogno di una sanità pubblica e gratuita, accessibile e laica, una sanità che guarda al bene collettivo e alla cura delle persone più bisognose e fragili”.

Le prestazioni contestate

“Il servizio – si legge sul sito dell’ospedale – offre la possibilità di richiedere un consulto medico allo scopo di inquadrare lo stato di salute del paziente positivo al Covid-19 in isolamento nella propria abitazione. (…) Il consulto può essere video o telefonico al prezzo in entrambi i casi di 90 euro”.

“Nel caso il medico riterrà opportuno effettuare gli esami di diagnostica – continua il San Raffaele – per accertarsi dello stato di salute del paziente. Quest’ultimo potrà prenotare il pacchetto di Diagnostica domiciliare al prezzo di 450 euro”.

Il commento di Piloni (Pd)

“Sei positivo al Covid e in isolamento? Le Usca non funzionano come dovrebbero? Tranquilli, ci pensa il privato. Se Ats o il vostro medico non vi chiamano o non rispondono, ci pensa il San Raffaele. Con un consulto video o telefonico a 90 euro e, se il medico lo riterrà, con 450 euro per un servizio di diagnostica a domicilio”, scrive sarcastico il consigliere regionale del Pd, Matteo Piloni.

Sulla questione è intervenuto anche Attilio Galmozzi, medico dell’ospedale di Crema, che sempre su Facebook ha scritto: “Il business sul Covid no, vi prego, risparmiate almeno quello. Mi auguro che questo ultimo indecoroso affronto finisca domani mattina”.

 
Fonte: https://www.milanotoday.it/attualita/coronavirus/protesta-san-raffaele.html

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