Roberto Burioni spiega come si comporta il vaccino che sta producendo la casa farmaceutica Pfizer e che sta dando risultati con il 90% di protezione.

Tutti siamo molto contenti in questi giorni per le ottime notizie che arrivano dall’amministratore delegato di Pfizer, che ha affermato che il trial per la valutazione dell’efficacia protettiva del vaccino, che stanno producendo contro COVID-19, sta dando risultati oltre ogni aspettativa: il 90%

Siccome il vaccino è a mRNA, vediamo un poco di cosa si tratta

Le nostre cellule, quando devono produrre una proteina – cosa che fanno in continuazione pena la nostra morte istantanea – utilizzano una strategia molto semplice. Le informazioni per la sintesi della proteina sono nel DNA, e un enzima – la RNA polimerasi – sintetizza usando come stampo il DNA una molecola di RNA messaggero, detta mRNA. Questa molecola è chiamata RNA messaggero perché porta il messaggio che consiste nelle informazioni per produrre una proteina a delle macchinette presenti nelle cellule, che si chiamano ribosomi. Questi ribosomi leggono l’RNA messaggero e sintetizzano la proteina seguendo queste istruzioni.

La Pfizer ha invece preso una scorciatoia: si inietta nelle cellule del paziente direttamente l’RNA messaggero che codifica per la principale proteina del coronavirus, la “chiave falsa” con la quale il virus entra nelle nostre cellule. I ribosomi la trovano, credono che sia un ordine che arriva dal DNA e sintetizzano la proteina del virus, che entrando in circolo viene riconosciuta dal nostro sistema immunitario come estranea e aggredita. Questo porta alla produzione di anticorpi contro questa proteina che vengono detti “neutralizzanti“, che dallo studio comunicato in settimana sembrano essere in grado di proteggere i pazienti. In altre parole, il lavoro che dovrebbe fare la casa farmaceutica (produzione e purificazione della proteina virale) la fa direttamente la cellula del paziente.

Vantaggi di questi vaccini

La velocità di produzione (si è fatto in meno di 12 mesi quello che si faceva in più di 12 anni) e la possibilità di cambiare facilmente il vaccino nel caso dovessero insorgere mutazioni virali. Svantaggi di questi vaccini? La somministrazione di RNA messaggero non è gradita dal nostro organismo e in molti pazienti si sono verificati effetti collaterali simili a una brutta influenza (febbre, mal di testa, dolori muscolari), ma finora (incrociamo le dita) niente di grave. Altro aspetto non negativo, ma degno di considerazione, questo vaccino deve essere conservato a temperature molto basse (-70 centigradi). Niente di impossibile, ma sarà necessario organizzarsi bene.

Sicurezza di questi vaccini?

È il primo vaccino di questo tipo usato nell’uomo, per cui dovremo stare all’erta. Ma una fase 3 con oltre 20mila persone vaccinate che saranno seguite per gli effetti collaterali è qualcosa di inusuale, per cui dovremmo stare tranquilli, pure con una sorveglianza capillare, perché la cautela è d’obbligo. Peraltro la scelta tra i rischi del vaccino e quelli del COVID-19 renderà più facile la valutazione dei rapporti rischi-benefici.

Chi dovrà essere vaccinato per primo? sicuramente i sanitari, poi si vedrà a seconda dell’efficacia del vaccino nei vari gruppi di pazienti, per cui è prematuro parlarne. Quanto durerà l’immunità? Solo il tempo potrà dircelo, perché non c’è modo di prevederlo. Ma se sarà di breve durata si potrà fare un richiamo, che non è una tragedia.

Ultima considerazione: se questo vaccino funziona, è probabile anche che funzioni almeno qualcuno degli altri in via di sviluppo. Ottima notizia, perché saremo in grado di scegliere nel tempo quello più sicuro ed efficace. Per adesso mettiamo in fresco la bottiglia. È presto per stapparla (per quello aspettiamo i dati definitivi e il lavoro scientifico pubblicato), ma è finalmente il momento di metterla in frigorifero.

di Roberto Burioni

Fonte: https://www.medicalfacts.it/2020/11/15/coronavirus-cose-un-vaccino-a-mrna/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *