“Il ruolo dei medici di medicina generale è cruciale e va portato al centro della gestione dei malati. In queste ore è pronto per una sua valutazione concertata con i medici un documento che è stato promosso su iniziativa del ministro e che vuole essere una linea di indirizzo” spiega il presidente del Consiglio superiore di Sanità Franco Locatelli

Da tempo veniva richiesto un protocollo di cure domiciliari per il Covid per coloro che sviluppano la malattia, ma non hanno necessità di ricovero ovvero la stragrande maggioranza delle persone che vengono infettate da Sars Cov 2. Adesso è stata realizzata una bozza del documento “Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SarsCov2′”alla cui stesura ha contribuito il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli. “Il ruolo dei medici di medicina generale è cruciale e va portato al centro della gestione dei malati. In queste ore è pronto per una sua valutazione concertata con i medici un documento che è stato promosso su iniziativa del ministro e che vuole essere una linea di indirizzo. Ciò per dare indicazioni sia sul monitoraggio che sulla linee terapeutiche per evitare sovraccarico degli ospedali. Il documento è pronto e verrà condiviso e concertato con i medici” ha detto nella conferenza stampa al ministero della Salute per l’analisi della situazione epidemiologica.

In primis c’è la misurazione periodica dell’ossigeno con il saturimetro. Il consiglio è il ricorso a trattamenti sintomatici come il paracetamolo e di non modificare terapie croniche in atto; corticosteroidi, eparina e antibiotici sono da utilizzare in precise situazioni e comunque su prescrizione e consiglio del medico; non sono raccomandati supplementi vitaminici e integratori (lattoferrina, vitamina D ecc) per cui non esistono evidenze solide di efficacia. Tra le indicazioni c’è quella di non utilizzare l’idrossiclorochina; non somministrare farmaci mediante aerosol se in isolamento con altri.

Il paracetamolo svolge un’azione antipiretica ed è quindi molto utile in caso di febbre alta, ma non cura l’infezione da nuovo coronavirus. Al momento non esiste una terapia specifica e mirata. Lo scorso 8 ottobre l’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha pubblicato una scheda sull’utilizzo dei corticosteroidi. “Si tratta di medicinali di sintesi che imitano l’azione di ormoni naturali; hanno proprietà antinfiammatorie e regolano l’attività di metabolismo e sistema immunitario. Sono ampiamente usati nella pratica clinica corrente ad esempio in caso di infiammazione cronica, reazioni allergiche e malattie autoimmuni. Il loro ruolo nel trattamento di infezioni gravi di origine batterica o virale è sempre stato controverso in letteratura”. Le eparine a basso peso molecolare “sono utilizzate nella profilassi del tromboembolismo venoso post chirurgico e del tromboembolismo venoso in pazienti non chirurgici”. Dopo alcuni studi ne è stato consigliato l’uso nella fase iniziale della malattia “quando è presente una polmonite e si determina una ipomobilità del paziente con allettamento”. In questa fase il farmaco viene utilizzato per prevenire il tromboembolismo venoso. Gli antibiotici sono da utilizzare quando subentrino co-infezioni batteriche.

Link al sito dell’Aifa con i farmaci utilizzabili

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/11/14/cure-anti-covid-a-casa-pronte-le-prime-linee-guida-dalleparina-alle-vitamine-cose-consigliato-e-cosa-no/6003657/

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