La Sfinge” e “Inno al Ponte“: questi i titoli dei due articoli scritti da Giuseppe Ungaretti apparsi prima nel 1935 e ripresi poi, nel ’66, in formato plaquette con il titolo “Viaggetto in Etruria“; sono testimonianze uniche del rapporto che intercorse, seppur breve, tra il noto poeta e la Tuscia (Vulci in particolare), una relazione mai divulgata come meriterebbe, ma che è esistita e, seppur a distanza, è continuata negli anni.

A sostegno di quest’ultima tesi è quanto detto appena prima, e cioè il fatto che l’opera sia stata ripresa dopo più di 30 anni, modificata e resa nuovamente fruibile al pubblico, per volere dell’autore.

Ungaretti, in quegli anni, aveva fatto dello scritto di viaggio una vera e propria professione, come era consuetudine del tempo. I direttori dei periodici, infatti, sfruttavano la mancanza degli strumenti che abbiamo oggi per “vivere” i luoghi anche a distanza (tv, internet, app, ecc.) e invogliavano i lettori a comprare tali resoconti per conoscere posti che altrimenti mai avrebbero potuto visitare, o per invogliarli, effettivamente, a visitarli.

Ponte dell’Abbadia

Ecco allora che la scelta di Ungaretti ricadde su destinazioni assolutamente non casuali e certo non banali: dall’Egitto all’Olanda, passando per Napoli con Pompei ed Ercolano fino, appunto, all’Etruria (e molti altri ancora!). Quasi tutte queste destinazioni furono selezionate accuratamente per la capacità di intrattenere un rapporto con la loro memoria storica ancora viva, quasi capaci di mantenere presente ciò che ormai era svanito; d’altronde il poeta, come sa bene chi se ne interessa, era sempre alla ricerca del “sentimento del tempo“.

La differenza, che già si può intuire da quanto appena detto, con gli altri scrittori di viaggio dell’epoca, stava proprio nella capacità di non fare solamente resoconti banali e descrittivi delle mete raggiunte, bensì di tirar fuori da queste qualcosa di sempre nuovo, qualcosa di onirico e profondo, molto più vicino alla poesia che alla prosa: di qui la volontà, espressa in alcune lettere, di creare un “poema in prosa“, nel quale sarebbero confluiti gli stili e i temi della poesia mantenendo una forma non in versi.

Tomba della Cuccumella

E infatti ecco tornare i leggendari temi della sua lirica: quello della luce, in continua opposizione alle tenebre delle tombe etrusche, quello dell’acqua, simbolo di una vitalità rigenerativa arcaica e pura, e poi il grido, presente anche in altre raccolte e simboli naturali come l’allodola, animale volante che rimane perennemente legato alla terra. Su tutti tornano anche i temi della memoria e del tempo, inteso come storia umana: le tombe, il castello, il ponte presenti a Vulci sono infatti testimonianza di un passato ancora vivo, di un “tempo che non è andato in polvere“, di un “principio” che non è mai volto al termine, insomma di un’epoca interrotta che torna a rianimarsi.

Ungaretti parla dunque, tra le altre cose, del Ponte dell’Abbadia, della Tomba della Cuccumella e del Castello, sottolineando come certe creazioni siano, materialmente e visibilmente, legate alla Tuscia e in particolare all’Etruria, contrapponendosi con veemenza a coloro i quali giudicarono gli etruschi un popolo venuto da lontano; il nostro poeta praticamente arrivò, un po’ come facevano gli ateniesi, a sostenere che gli etruschi furono un popolo nato dalla stessa terra su cui egli aveva camminato, e la riteneva una cosa talmente evidente da non accettare obiezioni.

Fu questo pertanto l’Ungaretti nel viterbese: un Ungaretti poetico, rimasto abbagliato dalla bellezza delle nostre terre e capace di raccontarle e penetrarle come se vi fosse vissuto prima; un Ungaretti in grado di riconoscere valore e unicità in una terra come la Tuscia che invece oggi nessuno (e questo è dimostrato dall’assenza stessa di numerosi riferimenti al transito dello scrittore a Vulci) è in grado di valorizzare come le spetterebbe.

By Simone Chiani

Nato nel 1997. Viterbo. Diplomato al Liceo Psicopedagogico e laureato in Lettere Moderne. Autore dei libri Evasione (Settecittà, 2018) e Impronte (Ensemble, 2020).

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