Riunione tra Macron, Kurz e Merkel. Venerdì l’European Act verrà discusso dai ministri dell’Interno.

PARIGI-BERLINO – Dalla formazione di imam europei alla revisione di Schengen, da controlli mirati su WhatsApp e Telegram alla cancellazione entro un’ora dei contenuti in Rete che incitano all’odio. L’Europa lancia la sfida al terrorismo islamico, dopo la nuova ondata di attacchi che ha colpito Francia e Austria.

Emmanuel Macron ha ricevuto ieri all’Eliseo il cancelliere austriaco Sebastian Kurz per un pranzo di lavoro. “Serve una risposta rapida e coordinata”, ha detto Macron. “Il terrorismo non conosce frontiere”, ha aggiunto Kurz. I due leader hanno allargato la discussione in modalità virtuale alla cancelliera tedesca Angela Merkel, al premier olandese Mark Rutte e ai due vertici dell’Ue, Ursula Von der Leyen e Charles Michel.

Assente l’Italia perché, spiegano dall’Eliseo, la scelta è stata riunire alcuni dei Paesi direttamente colpiti in questi anni dal terrorismo. Esclusi in questa fase, in attesa di un consiglio europeo, tutti i Paesi di “primo approdo”, Italia dunque ma anche Grecia e Spagna, spiegano da Palazzo Chigi.

Allo studio dei leader Ue un pacchetto di nuove misure, un “European Act”, che sarà discusso venerdì nella riunione dei ministri dell’Interno e poi esaminata dal Consiglio di dicembre.

Macron e Kurz hanno ribadito la necessità di “implementare” strumenti già esistenti, a cominciare dalla collaborazione tra polizie e servizi di intelligence. “Una falla in uno Stato è una minaccia per tutti gli altri Paesi”, sottolinea Macron. Il più brutale è stato Kurz. “Molti foreign fighters sono in prigione, ma alcuni sono già a piede libero”. Il cancelliere li ha definiti “bombe ad orologeria”. L’attentatore di Vienna era stato scarcerato l’inverno scorso dopo due tentativi falliti di unirsi all’Isis e da allora i controlli erano stati fallimentari.

Nella bozza del piano europeo si parla di “azioni decise per prevenire la radicalizzazione”. Una di esse, che farà discutere, prevede la possibilità di controllare WhatsApp, Signal e Telegram “in modo mirato e lecito”.

Ma Parigi, Vienna e Berlino lavorano anche a una stretta sui social. I leader chiedono la cancellazione entro un’ora dei contenuti che inneggiano a odio e violenza. È una delle misure che sarà contenuta nel Digital Service Act, il provvedimento della Commissione atteso per dicembre, con la possibilità di multe alle piattaforme.

Altro capitolo riguarda la vigilanza ai confini esterni dell’Ue. Dopo che si è scoperto che l’attentatore di Nizza era un giovane tunisino sbarcato a Lampedusa, Macron ha parlato della necessità di “riformare Schengen”.

“Non bisogna assolutamente confondere la lotta contro l’immigrazione clandestina e il terrorismo – ha commentato il presidente francese – ma dobbiamo guardare con lucidità i collegamenti che esistono tra questi due fenomeni”. Per Merkel “non si tratta di introdurre controlli interni, ma di proteggere le frontiere esterne della Ue”. Si punta a una riforma che renda più stringente la distinzione tra profughi e migranti.

I leader sono netti sulla necessità di combattere l’ideologia che alimenta il terrorismo islamico. “Le organizzazioni che sostengono contenuti ostili all’integrazione – si legge nella bozza – saranno escluse dai fondi pubblici”. E Merkel ha sottolineato l’importanza che gli imam in Europa vengano formati “in proprio”. Il governo tedesco ha istituito una Conferenza sull’Islam che si occupa della loro formazione.

Anche la Francia ha annunciato una legge che dovrebbe porre fine all’invio dall’estero di responsabili delle moschee. Merkel ha precisato che “non è una guerra tra cristianesimo e Islam”, ma contro le forze che mettono in pericolo “il nostro modello democratico”.

FONTE: La Repubblica.it

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