C’è stata una temporanea battuta d’arresto nei confronti del controverso inasprimento delle restrizioni dell’aborto in Polonia, proclamato lo scorso ottobre dalla Corte Costituzionale del Paese.https://freedamedia.it/2020/11/04/in-polonia-le-proteste-ritardano-il-nuovo-divieto-sullaborto/

Come riportano il Guardian e la CNNun portavoce del governo ha dichiarato che il Paese ha bisogno di calma per discutere il provvedimento, alla luce delle proteste che imperversano nelle città da quando è stato annunciato. Michał Dworczyk, capo dell’ufficio del Primo Ministro, ha dichiarato:

È in corso una discussione e sarebbe bene dedicare un po’ di tempo al dialogo e alla ricerca di una nuova posizione in questa situazione che è difficile e suscita forti emozioni.

La norma imposta dalla Corte Costituzionale – che rende illegale l’aborto in caso di gravi malformazioni del feto, restringendo così ulteriormente le condizioni in cui l’esercizio del diritto è attualmente consentito, che sono in caso di rischio per la salute della donna, di incesto e di stupro – non è stata pubblicata lunedì come era stato pianificato, e dunque non ha ancora nessun potere legale.

Dopo le manifestazioni di massa della scorsa settimana – che continueranno anche nei prossimi giorni, come annunciato da diverse associazioni di attiviste – il Primo Ministro Mateusz Morawiecki “ha fatto appello per colloqui con i manifestanti e i parlamentari dell’opposizione per trovare una soluzione”, mentre il Presidente Andrzej Duda, allineato con il governo, ha proposto un disegno di legge che ripristini il diritto all’aborto per anomalie fetali, limitate però ai soli difetti “letali”. Nessuna delle due proposte ha trovato il consenso dei manifestanti, che andranno avanti in questi giorni a far sentire la loro voce.

Tra l’altro, come si legge sul sito di Amnesty International Italia, a breve ci sarà il processo a tre attiviste accusate di “offesa ai sentimenti religiosi”, per cui sei ONG chiedono l’assoluzione. Verranno giudicate per aver affisso dei poster raffiguranti la Vergine Maria con l’aureola dipinta con i colori dell’arcobaleno, per cui rischiano fino a due anni di carcere: l’accusa sostiene che le tre donne abbiano “insultato pubblicamente un oggetto di culto religioso mediante una raffigurazione che ha offeso i sentimenti religiosi di altre persone”. Le sei ONG – Amnesty International, Campaign Against Homophobia, Freemuse, Front Line Defenders, Human Rights Watch e ILGA-Europe – chiedono “che le autorità polacche emendino la legislazione in modo che rispetti gli standard internazionali e regionali sui diritti umani e non sia usata per punire la libertà di espressione.

 

Fonte: https://freedamedia.it/2020/11/04/in-polonia-le-proteste-ritardano-il-nuovo-divieto-sullaborto/

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