A Qingdao, nella Cina orientale, dal 12 ottobre sono stati eseguiti 11 milioni di tamponi in seguito a 13 casi di positivi al Covid, in maggior parte asintomatici. C’è un unico aggettivo: incommensurabile.

In quest’immagine c’è tutta la differenza tra chi è diventato Covid-free e il resto del mondo. Irripetibile nella maggior parte del pianeta, con enormi risorse economiche e grande disponibilità di personale. Da noi si arriva a 12 ore di fila per qualche centinaio di tamponi.

L’altro fattore è l’assenza di democrazia, la centralizzazione delle decisioni e la mancanza di libertà, che permette di isolare improvvisamente centinaia di migliaia di persone, con un unico decisore centrale e l’assenza di una cultura della privacy. D’altra parte, fare la cosa giusta non richiedeva chissà quale intuizione geniale.

Ho iniziato questa riflessione raccontando dell’incommensurabile, perché è con questa pietra di paragone che è necessario fare i conti per capire dove abbiamo sbagliato. Tra i miei amici e conoscenti in questi giorni c’è la sfilata di quelli che dicono: ”è accaduto tutto quello che dicevi a giugno”. Come se fossi una specie di vate. Non sono neanche un epidemiologo o, quanto meno, un matematico o uno statistico. Mi limito a fare quello che è alla base del mio lavoro: “fare ipotesi sulla base delle evidenze empiriche al momento disponibili”.

Ma questa non è una peculiarità solo appannaggio di chi fa ricerca scientifica. In diverso modo, dovrebbe orientare i comportamenti e il pensiero di tutti. Certamente della classe politica. Dovrebbe.

Nel mio lavoro di professore universitario, incontro effetti scambiati per cause. Come cerco di dire ai miei studenti, le conseguenze sostituiscono le premesse. Deduzioni scambiate con osservazioni (i dati scientifici). Nel migliore dei casi, fatti e conseguenze dei fatti si confondono indistintamente.

Da anni, il generale scadimento del livello delle classi politiche nelle democrazie occidentali si associa a una totale incapacità o non-volontà di un’azione politica non improntata all’immediato. È davvero bizzarro che una 17enne debba aver sollevato quello che si sa da molti anni, sulle drammatiche conseguenze delle modificazioni climatiche. Altrettanto incredibile che nessun governo, prima di Greta (neanche dopo, in verità), lo abbia posto seriamente al centro della propria azione politica. Il punto nodale è che le conseguenze (soprattutto, quelle più drammatiche) si vedranno tra molti anni.

Le azioni del governo italiano e della maggior parte dei Paesi che contrastano la pandemia è caratterizzata di un’unica regola basilare: le scelte e i provvedimenti si fanno dopo. Ogni nuovo, atteso e prevedibile, peggioramento della situazione dei contagi porta a nuovi provvedimenti. Si inseguono le conseguenze della pandemia, invece che prevenire e precedere. Ne stiamo pagando le dolorose conseguenze. Non solo nei termini di vite umane.

Non so quanto abbiano investito in Cina per mettere a regime nuove linee produttive per i tamponi. So che hanno iniziato a marzo, dopo il dramma di Wuhan. Più facile è stato il tracciamento in un sistema politico improntato al controllo dei cittadini. Noi non sappiamo neanche come si diffonde il virus. Non abbiamo dei dati decenti che permettano di identificare i luoghi specifici e i contesti in cui si diffonde il contagio. Questo era ed è cruciale per qualsiasi politica di contrasto preventivo alla diffusione dello stesso.

La ridicola app Immuni, se anche segnala che hai incrociato un positivo, ti fa scontrare con servizi e numeri verdi che non funzionano. Perché non si è pensato prima a farli funzionare. Dare l’impressione di voler fare il tracciamento, senza prevedere cosa implicava veramente. Senza prevedere di integrare quei dati in un modello locale (per intervenire tempestivamente) e nazionale (per capire davvero la dinamica dei luoghi del contagio).

Una cosa sapevamo e sappiamo. Invece della litania (pur appropriata) della movida, non si è fatto niente per i trasporti pubblici. Qualcuno si ricorda la task force Colao il cui compito principale era di studiare e proporre soluzioni per il problema dei trasporti pubblici? Quello era un nodo cruciale e si sapeva. Cosa abbiamo fatto poi? Abbiamo riaperto con un invito ad un’occupazione al 50% (poco rispettato), per poi decidere un’occupazione al 80%.

Chiunque sia un minimo onesto intellettualmente (e salga almeno una volta su un mezzo pubblico) sa che l’uso stesso della parola “assembramento” è imbarazzante di fronte allo stato di compressione di milioni di passeggeri di mezzi pubblici in tutti questi mesi. Anche la notizia che il contagio viaggia anche nelle file per il tampone corre il rischio di essere quasi una boutade. Dietro l’angolo di quella fila ci sono almeno un paio di mezzi pubblici con i passeggeri stivati gomito a gomito, quasi bocca a bocca.

Non sottovaluto l’enormità della soluzione di questo problema. Dico solo che non si è fatto niente. Dico solo che non si è ipotizzato quello che era lecito prevedere sulla base delle evidenze disponibili. Riaprire senza affrontare quel nodo significava anticipare quello che sta succedendo. Smettiamola, per favore, di ripetere ogni giorno dello sviluppo del vaccino e di infondere errate rassicurazioni. Il vaccino non sarà la soluzione della pandemia o, quanto meno, non lo sarà per almeno un anno ancora. Tra i pochi, lo ha detto Antony Fauci e, con parole diverse, Silvio Garattini.

Siamo ancora in tempo per limitare i costi di vite umane e economici. Sono tre le parole che devono risuonare a chi prenderà le decisioni: un sistema di tracciamento vero (dall’individuazione tempestiva ai provvedimenti di isolamento mirati), uno sviluppo di tamponi per milioni (non è tardi, con il virus dovremo convivere per buona parte del 2021) e affrontare il rebus dei trasporti (che può e deve convivere con una parte dei processi produttivi ancora in funzione e che devono svolgersi necessariamente in presenza).

 

Fonte: https://www.huffingtonpost.it/entry/11-milioni-di-test-in-4-giorni-e-la-scomparsa-del-pensiero-ipotetico-deduttivo_it_5f92bc1ac5b62333b2444b22?fbclid=IwAR3H08Q_M_UIoLVP2WltBETOLD_v9ZycFSGN86nSp1Fy8u4Huk-6khK1DNQ

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