Nel governo inizia a circolare la parola lockdown. E quando questa parola esce dal Palazzo, cittadini e imprese tremano. E a spiegare cosa potrebbe accadere davvero se si arrivasse di nuovo a questa soluzione ci pensa Ranieri Guerra dell’Oms, che fa anche parte del Comitato tecnico scientifico.

Non un sedicente rivoluzionario, dunque. E nemmeno un negazionista. Dice, semplicemente, che “un nuovo lockdown può provocare rivolte armate e un aumento di suicidi”. Poi rivela quello che hanno già capito in tanti: “I coprifuoco notturni sono un palliativo per non chiudere tutto”.

Ma il lockdown generalizzato “dobbiamo evitarlo perché provocherebbe rivolte armate. Le persone sono state sfinite dai tre mesi di lockdown”, insiste Ranieri Guerra, rappresentante dell’Oms nel Cts, intervistato dal Fatto Quotidiano. “Adesso bisogna fare anche una valutazione sullo stato di salute mentale di tutti e dei nostri figli. Come Oms abbiamo registrato un aumento di suicidi tra i giovani, per fortuna non in Italia, l’aumento del consumo di bevande alcoliche tra le mura domestiche”.

Continua Ranieri Guerra: “La capacità di decidere per aree e territori sarà sempre più fondamentale”. I temi centrali contro la pandemia, secondo l’esperto, sono “il trasporto pubblico”, poi “i medici di base” che “andrebbero inseriti maggiormente nel sistema di risposta”, mentre il terzo è “investire nelle scuole, oltre che in sicurezza anche su nuovi programmi per i giovani adulti, in modo da evitare di avere in futuro altri terrapiattisti”.

Sul vaccino “le tempistiche sono allo stato ancora solo stimabili, non certe. Per fine 2020, se tutto fila liscio, avremo la conclusione di uno o più processi regolatori delle agenzie europea e americana del farmaco. Ma non significa che avremo le dosi disponibili. Nel primo trimestre del 2021 la sfida colossale sarà di natura industriale e logistica per la produzione e la distribuzione del vaccino”.

 

Fonte:https://www.ilparagone.it/attualita/ranieri-guerra-lockdown-suicidi/

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