Walter De Benedetto, malato di artrite reumatoide, e con la regolare prescrizione medica per l’uso della cannabis a scopo terapeutico, è stato denunciato dai carabinieri per le piante trovate in giardino. “Dagli spacciatori non andrò mai”

Un anno fa i carabinieri si sono presentati a casa sua trovando una coltivazione di cannabis. Pochi giorni dopo ha scoperto di essere stato denunciato. E un mese fa di essere indagato dalla procura di Arezzo per detenzione di sostanze stupefacenti in concorso con un amico che per lui, impossibilitato a muoversi, innaffiava quelle piantine.

Illegali, certo, ma indispensabili a curarsi e patire meno i dolori della sua malattia.

Walter De Benedetto, 49 anni, da 35 è affetto da artrite reumatoide. Ha una regolare prescrizione medica per l’uso della cannabis terapeutica ma le dosi non bastano mai. La sua storia, ancora una volta, è arrivata in Parlamento grazie a Meglio Legale, campagna che si batte per la legalizzazione della cannabis.

E ora anche al Quirinale con il video-appello che De Benedetto ha inviato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere che sia rispettato il diritto alle cure riconosciuto dalla Costituzione.

IL VIDEO

Walter, cosa ha pensato quando ha scoperto di essere indagato?
“Ci sono rimasto molto male. Ci sono notti in cui ho paura. Ma sarei stato pronto anche ad andare in Thailandia dal bue che dicono abbia un’urina curativa e mi ci sarei fatto il bagno. Chi non prova certe situazioni di disperazione non può capire”.

Non aveva paura di coltivare cannabis nel suo giardino?
“Ero pronto a tutto e consapevole che potessero accorgersene e infatti così è andata. Adesso ne pagherò le conseguenze, anche se mi sento innocente e schiacciato da un’ingiustizia incredibile. Nessuno però è al di sopra della legge: inchino il capo e vado”.

Alcuni pazienti raccontano di essere costretti a rivolgersi ai pusher per strada quando non trovano cannabinoidi legali a sufficienza. Le è mai capitato?
“I soldi alla malavita non li darò mai per un motivo etico, sono stato 10 anni senza darglieli finché il bedrocan era ancora sufficiente per me, quando non è stato più sufficiente ho chiesto aiuto altrove. E poi è ridicolo andare a quarant’anni dallo spaccino con la mia macchinetta a comprare l’erba, che tra l’altro è trattata con diserbanti. Io non voglio entrare nella malavita, la voglio denunciare la malavita”.

Con l’emergenza coronavirus è cambiato qualcosa per lei?
“Che sia una scusa o che abbia distratto, con il Covid si sono scordati di pazienti come noi, che questa pianta coadiuva in certe cure o può, in casi leggeri, sostituire i farmaci. Le case farmaceutiche non sono affatto contente. Non a caso hanno levato l’olio di Cbd dai farmaci ammessi”.

Cosa chiede a ora al presidente Mattarella?
“Io chiedo solo umanità per gli ultimi. Ci sono soluzioni alternative allo stabilimento farmaceutico militare di Firenze che deve sfamare l’intera nazione. Hanno tutti paura di questo fiore, ma se proviamo un po’ di sollievo che male c’è? Spero che il presidente possa capire la difficoltà di chi aveva un farmaco e ora non lo trova più”.

FONTE: La Repubblica.it

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