Il premier è intervenuto dopo l’approvazione del nuovo Dpcm, che stabilisce la chiusura alle 24 per i ristornati e il differimento dell’ingresso a scuola per gli studenti delle scuole superiori, anche per alleviare la pressione sui mezzi pubblici.

Non possiamo perdere tempo, dobbiamo prendere azioni immediate per scongiurare un nuovo lockdown”. E’ tornato a parlare il premier Giuseppe Conte, per annunciare le nuove strette contenute nel Dpcm del governo che entra in vigore domani.

I sindaci potranno disporre dopo le 21 la chiusura di vie e piazze dove si potrebbero creare assembramenti. Le attività di ristorazioni sono consentite dalle 5 del mattino a mezzanotte se il consumo avviene ai tavoli. La somministrazione non ai tavoli è permessa fino alle 18. Nei ristoranti si potrà stare al massimo in 6 al tavolo, e tutti dovranno affiggere fuori il numero massimo di posti disponibili. Le sale gioco dovranno chiudere alle 21.

Le scuole restano aperte, ma gli studenti delle superiori entreranno a scuola dalle 9 favorendo “la massima flessibilità” negli orari, anche per diminuire la pressione sui mezzi pubblici negli orari di punta.

Nelle amministrazioni pubbliche la quota di lavoratori in smart working salirà, anche se non c’è ancora il decreto. Per i privati ci sarà l’invito a potenziare sempre di più il telelavoro. Gli sport di contatto vengono vietati, non solo a livello amatoriale ma anche per le associazioni e società dilettantistiche. Parrucchieri ed estetisti potranno rimanere aperti, così come le palestre: ma la decisione finale è rinvita alla prossima settimana. “Sappiamo che stiamo imponendo sacrifici economici ad alcune attività, faremo il possibile per ristorarli”, ha aggiunto Conte: “La situazione è critica, ognuno deve fare la propria parte”.

La decisione è nata a seguito dell’improvvisa esplosione di casi di coronavirus negli ultimi giorni. Solo oggi si sono registrati 11.705 nuovi casi, un record dall’inizio della pandemia. I morti sono stati 69. Attualmente i positivi sono 126.237. I ricoverati in ospedale sono 7.131, i malati in terapia intensiva 750. E sono proprio questi ultimi numeri a preoccupare di più il governo, che per evitare il futuro collasso del sistema ospedaliero sta intervenendo nel tentativo di contenere il contagio.

La situazione degli ospedali sta infatti degenerando rapidamente, tanto che oggi il direttore dell’Ats di Milano ha lanciato l’allarme: “La situazione è critica in Lombardia, ma in particolare a Milano: occorre l’aiuto di tutti i cittadini per fermare la corsa del virus. Quello che più preoccupa è che nelle prossime ore il numero dei soggetti positivi possa ulteriormente incrementare e mettere sempre più sotto pressione gli ospedali”.

 

Fonte: https://www.iene.mediaset.it/2020/news/coronavirus-conte-ristornati-scuola-dpcm_894775.shtml

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