Dopo anni di lotte per il riconoscimento della propria identità, finalmente le donne afghane avranno il loro nome sui documenti d’identità

Ci sono vittorie o conquiste che a noi sembrano ovvie, per fortuna ognuno di noi quando nasce ha il diritto di avere scritto il proprio nome sui suoi documenti d’identità,

per noi è una prassi talmente normale, che spesso neanche immaginiamo che ci sono paesi in cui questo diritto non è scontato, e che anzi, fino a poche settimane fa avere il proprio nome sul documento di identità non si configurava neanche come un diritto possibile per tutta la popolazione di sesso femminile,

Questo è quello che è successo in Afghanistan da quando nel 1996 i Talebani hanno conquistato il paese e limitato quasi totalmente i diritti umani per le donne, che si sono presto ritrovare a non poter più guidare, frequentare la scuola e a perdere anche il diritto ad proprio nome sul documento,

infatti le donne di sono purtroppo ritrovate a dover contare unicamente su un individuo di sesso maschile per il proprio sostentamento, individuo che diventata anche padrone della loro identità, sui documenti al posto che il loro nome appariva la scritta “figlia di….” , “moglie di….”

una classificazione avvilente volta a privarle quasi al diritto di essere, di essere un essere umano distinto da una figura maschile, con i propri diritti e la propria dignità,

i diritti delle donne nel paese sono ancora troppo pochi, l’Afghanistan resta uno dei paese più rigidamente conservatore anche dopo la caduta del governo dei talebani,

ma piccoli passi avanti si sono fatti negli anni, soprattutto dopo la caduto del regime dei talebani nel 2011, e oggi alle piccole conquiste sul versante dei diritti umani se ne aggiunge una particolarmente simbolica

grazie a tre anni di lotte e movimentazioni collettive unite sotto l’hashtag #whereismyname un tormentone formato da 5 semplici parole, “Dov’è il mio nome?” nato su Facebook grazie alle attiviste per i diritti delle donne Tahmina Arian e Laleh Osmany tra le capofila del movimento per la richiesta di diritti,

Laleh Osmany ha spiegato:

“Il cambiamento del sistema di identificazione riguarda il ripristino del diritto più fondamentale e naturale delle donne, un diritto che viene loro negato. Stampando il suo nome, diamo alla madre il potere, e la legge le conferisce determinate autorità per essere una madre che può, senza la presenza di un uomo, ottenere documenti per i suoi figli, iscrivere i suoi figli a scuola, viaggiare”

quella che è partita come una movimentazione spontanea di chi, a gran voce chiedeva di essere riconosciuta come persona, si è trasformata nell’approvazione di una proposta di modifica della legge presso il parlamento dei paese

Quando la legge verrà approvata anche dal parlamento, le donne afghane non saranno più costrette ad essere definite in base al grado di parentela con un uomo il loro nome verrebbe sostituito al “figlia di”, “moglie di”, “sorella di”

Inoltre la loro identità verrebbe inserita nei certificati di nascita dei loro figli e negli inviti di nozze dove al momento compare solo in nome del marito e il loro nome comparirebbe anche sulle loro lapidi, .

La modifica di legge ci fa ben sperare in un piccolo ma estremamente significativo passo avanti per il riconoscimento e rispetto dei diritti delle donne in Afghanistan

 

Fonte: https://www.positizie.it/2020/10/16/la-battaglia-vinta-delle-donne-afghane-sui-documenti-ci-sara-scritto-il-loro-nome/

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