Giuseppe Verdi è il musicista italiano per eccellenza. Nasce a Roncole, Busseto, il 10 ottobre 1813. Di origini umili, inizia a comporre musica da giovanissimo. Musicista e grande operista italiano dell’Ottocento, Verdi musicò 28 opere, alle quali vanno aggiunti cinque rimaneggiamenti.

In esse, la passione e la magistrale padronanza dei mezzi tecnici si fondono e si diventano capolavori. Basti ricordare Rigoletto , Il Trovatore , La Traviata, in cui Verdi, ormai famoso e ricco, non ebbe paura di affrontare temi anticonvenzionali con raro talento drammatico e capacità di introspezione psicologica.

Una festa lunga un’intera giornata, oggi, 10 ottobre, per celebrare il 207° compleanno di Giuseppe Verdi: Parma, Busseto, le terre di Verdi e Classica HD omaggiano il Maestro nel giorno che conclude la XX edizione del Festival Verdi e la V edizione di Verdi Off.  La giornata inizierà con le cerimonie a Busseto e a Parma.

Alla Casa Natale a Roncole Verdi, alle 9, alla presenza del sindaco Giancarlo Contini, sarà deposta una corona floreale, con i tributi degli  allievi delle scuole e del Club dei 27. A Parma alle 11.30 in Piazza della Pace, dinnanzi al Monumento a Verdi, la tradizionale cerimonia che culminerà nel «Va, pensiero».

Gli italiani, in patria e all’estero, canticchiano le parole dell’inno del Nabucco, emblema nazionale per eccellenza della nostra araldica sonora. Il testo, con la sua particolare musicalità verbale, ripreso da Temistocle Solera, è ricco di efficacia simbolica e contiene anche parole “difficili”, come clivi, olezzano, membranza, favella, traggi, concento; nomi propri come Sionne e Solima.

Lo stile elevato corrisponde a una scelta lessicale classica, di sapore latino, ma l’eufonia ne allevia la grandiloquenza, propria delle elegie monumentali. Soprattutto è importante la prosodia, la lunghezza dei versi e delle rime, che danno una musicalità interna al testo.

Anche nella sintassi, i 16 versi sono simmetrici. Sembra un inno costruito a specchio e, in esso, il tono oratorio sembra trascinare all’azione, che s’accompagna all’eufonia, a un forte coinvolgimento emotivo, civile e patriottico. “Oh mia patria si bella e perduta!”. Un’esclamazione efficace, attuale e vicina per la nostra bella Italia. Da Verdi ai giorni nostri.

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