Mi chiamo Emanuela e sono sarda. Nell’agosto del 2018 mi viene diagnosticato un linfoma di Hodgkin. Il mondo mi crolla addosso, pensavo ai miei figli di 16 e 4 anni e non trovavo pace e mi chiedevo perché a me? Ma poco dopo la domanda è mutata in “perché non a me? Rimbocchiamoci le maniche e si affronta”.

Mi sono sentita fortunata quando ho capito di avere un tumore “curabile” e che grazie alla ricerca che va avanti ho tante possibilità di vincere. Inizio le terapie, ma le cose non vanno come dovevano, si cambia terapia e si passa alla seconda linea con qualche effetto collaterale in più ma finalmente arriva la remissione. Ero felicissima ma la gioia finisce presto: dopo qualche mese il nostro dubbio si  tramuta in certezza, la biopsia conferma la recidiva.

La botta è stata molto dura da accettare ma che si può fare in questi casi? Le scelte sono due: lasciarsi andare o armarsi fino ai denti, no? Allora combattiamo. Inizio immunoterapia che da un ottimo risultato da subito ora sono in attesa di entrare a fare il trapianto di cellule staminali.

Da una parte non vedo l’ora dall’altra ho tanta paura, ma non ho altra scelta quindi si va sperando che sia l’ultimo step contro “L’INFAME”.

Emanuela

Fonte: https://www.ail.it/area-pazienti/le-vostre-storie/pazienti/919-sono-in-attesa-del-trapianto-ma-non-mi-arrendo-contro-l-infame

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