In questo momento, in Italia, non c’è nessuna seconda ondata, il virus, da quando si è palesato, è sempre stato circolante, la differenza è che durante l’estate, tra il caldo e la chiusura di luoghi al chiuso, come le scuole e gli uffici, con un distanziamento maggiore, all’aperto, ha colpito meno, come colpisce meno l’influenza.

Oggi, col cambio della stagione, il caldo, il freddo, l’umidità, il vento, il passaggio dal costume al piumino, la vita al chiuso, il virus è più attivo, nessuna seconda ondata ma la stessa identica di prima, adesso, con la stagione dei primi malanni e la paura e il terrore instaurati da regime, diventa da psicosi.

La differenza tra prima e dopo è che adesso conoscendolo meglio si riesce a contrastarlo con i cocktail di farmaci e con la medicina del territorio. Il medico di medicina generale è al momento la figura che deve fare la differenza, il pediatra deve fare la differenza, far fare tamponi solo se necessario e mai per paura che una febbre da 36.8 e il raffreddore diventi covid.

Distanziamento, igiene e mascherine al chiuso se non si rispettano le distanze (1 metro e 80 almeno), all’aperto attenzione a chi ha l’asma, le allergie e varie ed eventuali perché si va incontro a polmoniti batteriche.

Non siamo in emergenza perché siamo nella fase di convivenza col virus, sennò dovremmo essere in emergenza fino alla comparsa del vaccino che ancora non sappiamo quando arriverà e se sarà efficace.

Il tampone va fatto se ci sono sintomi, se si ha il dubbio di aver trascorso, a distanza non di sicurezza, più di quindici minuti, con un malato o un positivo, sennò ha poco senso, un tampone negativo oggi può diventare positivo domani. Fare il test del dosaggio degli anticorpi potrebbe avere più senso, la presenza degli anticorpi dice o che si è stati malati o che si è venuti comunque in contatto col virus, va bene ma al momento non ci sono dati scientifici certi per dire con esattezza quanto duri l’immunizzazione da anticorpi, due mesi, sei, un anno? Lo sapremo presto, forse, ma al momento le certezze non ci sono.

Quindi, senza psicosi e terrore, igiene, igiene, sanificazione di mani, ambienti, scarpe, vestiti e questo anche all’eccesso, distanziamento (che è l’unica cosa che conta) e attenzione che la mascherina può diventare un veicolo di trasmissione, attenzione ad indossarla senza toccarla e toglierla senza toccarla e gettarla nell’indifferenziata subito, anche da qui si evince che non sia un rifiuto speciale, però non indossarla nuovamente, max 8 ore e poi nei rifiuti.

Attenzione a non indossarla facendo sport, in bicicletta, se si hanno problemi di cuore, insomma buon senso in tutto.

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