Il progetto avviato nel 2015 punta non solo alla produzione del miele, ma alla biodiversità

Lo scrittore William Golding diceva che “gli uomini producono il male come le api producono il miele”. Effettivamente, è soprattutto a causa dell’uomo che negli ultimi 20 anni le api allo stato selvatico sono praticamente scomparse in Europa: per fortuna, a Casorezzo dal 2015 ci sono uomini e donne che stanno tentando di invertire la rotta con un progetto di ripopolamento della specie Apis mellifera ligustis . Il promotore del progetto è l’assessore Maurizio Gatti.

Come mai ha deciso di impegnarsi in difesa delle api?
“In Italia già altri Comuni avevano dato in concessione ai cittadini i permessi per installare le proprie arnie, ma noi abbiamo voluto fare un piccolo passo in più fondando un apiario comunale e incentivando la nascita dell’associazione “Casorezzo: il paese delle api“. Abbiamo poi promosso dei corsi: lo scopo è quello di proteggere la biodiversità delle api, evitando che alcune specie scompaiano e restino in vita solo quelle selezionate dall’industria del miele”.

Quindi ottenere il miele non è lo scopo primario?
“No, affatto. Io chiamo il miele “un piccolo effetto collaterale“ del nostro lavoro, una sorta di dono ulteriore. La nostra è un’attività agricola di interesse nazionale utile per la conservazione dell’ambiente naturale: poi, certo, c’è anche il miele. Non di acacie, ma di robinie”.
Un assessore che conosce bene il territorio anche nella sua componente agricola: vale anche per i casorezzesi?
“Trovo che sia importante capire il contesto naturale in cui si vive, per rispettarlo. I nostri cittadini hanno risposto molto bene al nostro invito, a oggi abbiamo 30 apicoltori”.

Saranno previsti altri corsi di formazione?
“Covid-19 permettendo, sì. Spero già a gennaio o febbraio”.

Gestire un’arnia richiede molto impegno?
“Ci sono periodi dell’anno e giorni precisi in cui è necessario fare certe operazioni, ma è una fatica minima di fronte al regalo più bello: e no, non parlo del miele, ma della bellezza di vedere una società di api collaborare assieme a uno scopo comune”.

Fonte: https://www.ilgiorno.it/legnano/cronaca/api-casorezzo-1.5576295

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