Caos sulla salute del presidente in ospedale al Walter Reed Medical Center. I medici: «Da 24 ore non ha la febbre e migliora». Non si sa quando potrà essere dimesso

«Il presidente sta bene, non ha bisogno di ossigeno aggiuntivo; da ventiquattr’ore non ha la febbre e i sintomi stanno migliorando. Siamo molto contenti dei progressi che sta facendo». Alle 11,40 di sabato 3 ottobre (ora di Washington), il dottor Sean Conley, osteopata e medico personale di Donald Trump, si presenta, con altri nove medici, davanti a telecamere e reporter in attesa davanti al Walter Reed Medical Center, poco fuori Washington. È il primo vero bollettino ufficiale da quando Donald Trump è stato ricoverato, in seguito all’infezione di Covid-19. Ma l’ottimismo ostentato in pubblico dal team del Walter Reed contrasta con le indiscrezioni raccolte dal «pool» dei giornalisti che seguono la Casa Bianca. Secondo «una fonte a conoscenza della salute del presidente», i «parametri vitali del presidente nelle ultime 24 ore erano molto preoccupanti e le prossime 48 ore saranno decisive per la sua salute. Non siamo ancora su un chiaro percorso di una piena guarigione».

«Valuteremo giorno per giorno»

In effetti, nonostante una fitta serie di domande, il quadro è ancora piuttosto vago. Innanzitutto Conley ha ripetuto più volte di non sapere quando il leader americano potrà essere dimesso: «Valuteremo la situazione giorno, per giorno. Stiamo trattando l’infiammazione. Il presidente è in buone condizioni di salute. Pressione, funzioni cardiache e renali sono a posto».

La terapia

Come era già stato comunicato ieri, la terapia è basata su un cocktail sperimentale di anticorpi policlonali e sulla «somministrazione di Remdesivir», un farmaco che ha mostrato una certa efficacia nel contrasto del coronavirus. Conley ha precisato che «il trattamento con il Remdesivir può durare dai 5 ai 10 giorni». Ma altri interrogativi sono rimasti senza risposta. Quando è stato contagiato il presidente? C’è stato un momento, nella giornata di venerdì in cui ha avuto bisogno di extra ossigeno? Sono passaggi importanti per capire, per esempio, se l’infezione ha raggiunto il picco o se può peggiorare nei prossimi giorni, come avverte la «fonte informale» citata dal pool dei cronisti. Il dottor Conley a un certo punto ha tagliato corto: «Abbiamo deciso di portarlo qui al Walter Reed Hospital perché è il presidente degli Stati Uniti». Il medico ha poi riferito una battuta di Trump: «Mi sento bene, se volete me ne posso andare anche stamattina». Nessun problema, invece, per Melania Trump: «La First lady sta meglio, ha sintomi lievi e non si è mai prospettata la necessità di un ricovero in ospedale».

Fonte: https://www.corriere.it/esteri/20_ottobre_03/trump-ospedale-bollettino-sta-bene-non-ha-bisogno-ossigeno-86bd1c64-0594-11eb-867c-57744a2cabe2.shtml

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *