Ottobre è un mese enigmatico, quasi mistico.

In questo mese i colori della natura esplodono letteralmente, non sono più i colori vivaci e frizzanti dell’estate che rispondevano con foga ai baci del sole, questa volta la natura si veste da regina e si copre di metalli e pietre preziose: l’oro e il rame accompagnano rubini e smeraldi dipinti sulle foglie degli alberi. La frutta matura, come grappoli di ametiste, non aspetta altro che essere trasformata, trasmutata con pazienza e maestria.

Ottobre ci parla di notti magiche mentre i giorni si accorciano e ci invitano a raccogliere ciò che abbiamo seminato. Ci parla di bilanci, del pesare il pro e il contro delle nostre esperienze, ed è ciò che ci insegna la natura in questo periodo: ci esorta a lasciare cadere i pesi morti, a lasciare andare ciò che ci richiede troppa energia inutilmente, a concentrarci su ciò che conta.

Ottobre ci parla quindi un linguaggio profondamente simbolico, che vuole portarci sulla soglia del mondo per riconoscerne i segreti meccanismi, perché nell’arco di questo mese dedicato al vino, al raccolto e alle “radici”, si concentra un insegnamento profondo.

Ottobre e il legame col numero 8

Ottobre è il decimo mese del nostro calendario ma il suo nome si riferisce al numero “8”: ottobre deriva dal latino octo, “otto”, perché era in antichità l’ottavo mese del calendario romano e molto del suo significato simbolico è legato a questo numero.

Il numero 8 rappresenta nella tradizione occidentale la perfezione, l’equilibrio cosmico, l’infinito ( la lemniscata “∞” è un 8 rovesciato).

In Cina sono 8 le forze della natura che derivano dall’unione del Yin e del Yang, rappresentate dai trigrammi che, combinati tra loro, formano i 64 (8×8) esagrammi dell’I Ching, il Libro dei Mutamenti, testo sacro del taosimo che descrive le leggi universali e i loro movimenti. Le Otto Energie Celesti (BAGUA) sono: il Cielo (QIAN), il Lago (DUI), il Fuoco (LI), il Tuono (ZHEN), il Vento (XUN), l’Acqua (KAN), la Montagna (GEN), la Terra (KUN).

Nella tradizione buddistala ruota del Dharma è composta da 8 raggi che rappresentano il Nobile Ottuplice Sentiero che indica la via della liberazione della sofferenza. Le Otto Vie del sentiero sono: Retta Visione (Sammā diṭṭhi), Retta Intenzione (Sammā saṃkappa), Retta Parola (Sammā vācā), Retta Azione (Sammā kammanta), Retta Sussistenza (Sammā ājīva), Retto Sforzo (Sammā vāyāma), Retta Presenza mentale (Sammā sati), Retta Concentrazione (Sammā samādhi).

Nei Tarocchi di Marsiglia, l’ottavo arcano, che raffigura il lato saturnino del segno della Bilancia, guardiano del mese di ottobre, ci aiuta a capire il dono del numero 8 e dell’energia di questo mese: “La Justice” è una donna seduta sul suo trono, tiene in mano una spada e nell’altra, una bilancia, emblema zodiacale di questo mese. La Justice rappresenta l’archetipo della giustizia e della ricerca della perfezione dinamica, conscia che la perfezione statica, senza possibilità di movimento, è morte. Vuole equilibrio tra gli opposti: tra dare e ricevere, tra potere e compassione, tra ciò che è giusto e ciò che è buono.

Il numero 8 rappresenta qui una doppia stabilità (2×4): stabilità (valore 4) sia in cielo che in terra; è presenza e consapevolezza nel momento presente, nel qui ed ora. È la consapevolezza profonda nell’eterno presente. Justice pesa i pro e contro, taglia ciò che è destinato a morire, trova l’equilibrio nel quale può manifestare il suo essere e ci invita a fare altrettanto esortandoci a fare il bilancio tra ciò che abbiamo seminato e ciò che stiamo raccogliendo ora. È tempo di discernere, è tempo di bilanci.

Ottobre, tempo di bilanci

In questo mese, sotto l’egida del segno della Bilancia, siamo invitati a compiere un rito importante, sia nel lasciar andare ciò che non serve più, sia nel ricevere i doni che la terra ci offre con generosità: possiamo sperimentare la gratitudine.

Provare gratitudine per i doni e le lezioni ricevuti è l’ingrediente segreto che ci permette di distillare e trasmutare le esperienze passate e farne tesoro, è ciò che ci aiuta a trasmutare il nostro raccolto personale in qualcosa di buono per noi e per il mondo, ci permette di evitare di diventare acidi ed aspri come l’aceto, quando invece dovremmo essere come il vino che diventa migliore col tempo, più profondo e meditativo.

Giunti a questo punto, possiamo comprendere l’importanza del mese di ottobre da un punto di vista simbolico : ci parla di compiutezza.

È l’ultima tappa di un viaggio iniziato nei tempi della semina e che si conclude ora nel raccolto di frutti maturi, prima del tempo dei defunti (1 novembre), prima dell’inverno, stagione in cui la natura sembra fermarsi. È un tempo dedicato all’essenziale, a tutto ciò che ci nutre senza appesantirci il cammino, a tutto ciò che ci aiuta a proseguire col cuore più leggero, con saggezza.

Questo mese è quindi un invito a prenderci più cura di noi e della nostra cerchia, è un invito ad esserci e a condividere doni e lezioni, a ricevere con gratitudine, perché l’inverno seguirà a ruota questo tempo mite e se vogliamo prepararci al tempo del silenzio, sarà utile custodire i semi buoni di quanto stiamo raccogliendo ora. La fine di un ciclo s’intreccia lentamente con un nuovo inizio.

 

“Non ero mai stata consapevole di iniziare un nuovo ciclo come in quel mezzogiorno di ottobre,

quando osai finalmente oltrepassare la soglia

e i miei passi risuonarono nella casa deserta e ancora priva di mobili.

Mi lasciavo alle spalle un passato complesso,

mi si apriva di fronte un enorme spazio nudo

che il tempo si sarebbe incaricato di riempire.

Di oggetti e affetti.

Di istanti, sensazioni e persone;

di vita.”

(Maria Dueñas)

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in discipline bio-naturali
www.risorsedellanima.it

FONTE: EticaMente.net

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