In questo periodo di forti fluttuazioni climatiche farà piacere ai viterbesi conoscere uno dei più antichi ed incredibili sistemi di previsione meteorologica dell’umanità: il “nilometro”.

Un sistema, come certamente avete già intuito, in vigore nell’antica civiltà egizia; stiamo parlando di una civiltà fiorita lungo il corso del fiume Nilo a partire dal 3500 a.C.; ossia 5.500 anni fa.

Il nilometro permetteva di prevedere con buon anticipo l’entità delle piene stagionali del Nilo. Le piene del Nilo erano la principale fonte di ricchezza per l’antico Egitto perché garantiva acqua, limo e raccolti abbondanti; talmente importante da stabilire il ciclo stagionale della civiltà egizia; che comprendeva tre soli periodi: “inondazione”, “crescita” e “raccolta”. L’intera economia egizia è definita per questo “economia fluviale”. Sfortunatamente il regime idrico del grande fiume era incostante e non di rado provocava carestie o catastrofiche alluvioni.

I nilometri potevano avere forme diverse; in alcuni casi consistevano in un grande pozzo dotato di rivestimento in pietra entro cui si poteva accedere per mezzo di una scala, anch’essa in pietra, per effettuare misurazioni di livello in anticipo rispetto agli eventi stagionali. I pozzi erano diposti in punti strategici lungo il corso fluviale e comunicavano con il letto del fiume per mezzo di un sistema di condotte da cui affluiva l’acqua.

Il principio fisico alla base del funzionamento del nilometro era che le piene avevano un certo tempo di ritardo, talvolta di diverse settimane, procedendo da sud verso nord mentre il sistema di rilevazione, nel nilometro a pozzo, consisteva in una colonna centrale graduata: se, nei periodi stagionali stabiliti, il livello dell’acqua affluita si manteneva entro una già collaudata fascia di sicurezza, la piena attesa nei territori più a nord sarebbe risultata ottimale, garantendo buoni raccolti. Se, viceversa, il livello si collocava al di sotto o al di sopra della predetta fascia la piena attesa sarebbe risultata insufficiente o, al contrario, eccessiva, permettendo quindi di provvedere per tempo alle opportune contromisure e persino di stabilire le future tasse (come vedete le tasse c’erano già allora).

I nilometri più famosi sono quelli delle isole Elefantina, presso Assuan e di Roda, a il Cairo.

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