Nel 1927, Viterbo fu elevata a capoluogo di provincia.

Da questo momento il volto della città comincia a modificarsi. Furono iniziati i lavori per la copertura del fosso Urcionio, il quale non solo divideva in due la città, ma creava un’aria insalubre poiché raccoglieva le acque, sia bianche, sia nere della città.

La copertura iniziò nel punto chiamato “gabbia del cricco”, e sarà molto utile per creare via Rosselli, e Piazza Verdi (del Teatro per i viterbesi).

Nel 1932, iniziando dal ponte Tremoli, (che sarà interrato), l’opera di copertura del fosso, riprese, fino ad arrivare nel 1936, presso la “svolta” cioè, dove oggi via Marconi, si congiunge a Piazza Verdi. Con l’avvicinarsi della guerra, sotto via Marconi, ci fu realizzato il più grande rifugio antiaereo.

Si costruì il palazzo, che, ancora oggi ospita la Banca d’Italia in via Guglielmo Marconi. Per l’esattezza la costruzione fu iniziata nel 1939, ma, sospesa a causa della guerra, per essere terminata nel 1947; il palazzo delle Corporazioni, oggi Camera di Commercio, progettate dall’ing, Bazzani, lo stesso che progetterà il palazzo delle R.R. Poste e Telegrafi, in via Filippo Ascenzi.  

Nel 1934 fu modificato l’arco e l’edificio che unisce, il Palazzo dei Priori e il Palazzo del Podestà. Saranno demolite alcune costruzioni fatiscenti intorno alla chiesa di Santa Maria Peste, la quale nel 1936, sarà consacrata a Sacrario dei Caduti, nella guerra del 1915-’18.

In via Tommaso Carletti, negli anni 1930-1931, fu realizzata la Casa del Balilla, il palazzo che oggi ospita il Liceo Classico Statale, intitolato a Mariano Buratti, partigiano viterbese, Medaglia D’Oro al Valor Militare.

Sempre in quegli anni, esattamente nel 1936, si costruirà l’Aeroporto militare, Tommaso Fabbri, così chiamato, in onore del valoroso tenente pilota Tommaso Fabbri, medaglia di bronzo al Valor Militare, caduto in un incidente di volo in Eritrea.

La Caserma, intitolata alla Medaglia d’Oro al Valor Militare Dante Chelotti, oggi sede dell’Aviazione dell’Esercito (AVES). Fu costruita la piscina delle Terme Comunali, una tra le più grandi dell’epoca. La linea ferroviaria Alto Lazio, esistente già dal 1905, nata inizialmente, come sede tranviaria, ma dai viterbesi, meglio conosciuta come Roma Nord, divenne nel 1932, a tutti gli effetti, una linea ferroviaria, che avrebbe collegato, Viterbo -Civita Castellana- Roma.

Sempre durante il ventennio furono realizzati alcuni edifici scolastici, come le Scuole Principe di Napoli, l’Istituto Tecnico Statale Commerciale, oggi intitolato a Paolo Savi; il Collegio Cardinal Ragonesi.

Si cominciarono a costruite i villini per i ferrovieri; il Palazzo INCIS in via Quattro Novembre; alcune villette private nella zona dei Cappuccini; e alcuni palazzi nel quartiere del Pilastro. In via Emilia, con l’avvicinarsi della guerra, fu costruito un rifugio antiaereo.

Per entrare furono realizzate delle scale esterne nel giardino di questi palazzi, queste scale conducevano fin sotto i giardini adiacenti le abitazioni, dove finalmente trovavano il rifugio.

Rosanna De Marchi

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