Il 21 settembre 2020 è la Giornata mondiale dell’Alzheimer, istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’Alzheimer’s Disease International (ADI), che riunisce malati, familiari e associazioni di pazienti con Alzheimer in tutto il mondo con iniziative dedicate alla conoscenza e alla diffusione delle informazioni riguardanti la malattia, purtroppo molto diffusa.

I sintomi possono essere anche molto vaghi e non sempre arrivano tutti insieme: disturbi di memoria, piccole perdite dell’orientamento spaziale, ma anche difficoltà nel pianificare atti e azioni che prima non incontravano difficoltà.
Chi ha a casa un familiare al quale è stata diagnosticata la malattia, sa bene che essa è progressiva e spesso grave.

Per la prevenzione oggi un’importanza maggiore si attribuisce alle variazioni di comportamento: situazioni depressive, apatia, maggiore irritabilità o ansia possono essere anche campanelli di allarme che meritano un approfondimento. La segnalazione va fatta al medico di medicina generale che vaglierà l’opportunità di inviare allo specialista

Si stima un numero di circa 1.200.000 persone affette da demenza e di queste il 50- 60 % presentano una malattia di Alzheimer . L’età è classicamente senile, ma non solo, e i numeri raddoppiano ogni 5 anni. Le donne hanno il triste primato rispetto alla malattia di Alzheimer.

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