E’ finita nell’Oceano in un colpo solo una superficie pari al doppio dell’isola di Manhattan. E gli esperti dicono che non c’è più nulla da fare: il riscaldamento della Groenlandia ha raggiunto il punto di non ritorno.  

E’ finita nell’Oceano in un colpo solo una superficie pari al doppio dell’isola di Manhattan. E gli esperti dicono che non c’è più nulla da fare: il riscaldamento della Groenlandia ha raggiunto il punto di non ritorno.

Jenny Turton, ricercatrice polare dell’Università Friedrich-Alexander in Germania, ha ricordato alla BBC che “l’atmosfera in questa regione si è riscaldata di circa 3 gradi centigradi dal 1980, e nel 2019 e 2020, ha registrato temperature estive record”. Il ghiacciaio Milne, che si trova vicino all’isola canadese di Ellesmere, ha già perso 80 chilometri quadrati di ghiaccio e gliene restano solo 106: all’inizio del XX secolo ne aveva 8.600. L’estate del 2020 è stata particolarmente calda, ma l’annus horribilis dello scioglimento dei ghiacci in Groenlandia è stato il 2019, con 530 miliardi di tonnellate, un record che ha fatto salire il livello dei mari del pianeta di 1,5 millimetri. Per ogni secondo che passava si è riversata in mare una quantità d’acqua pari a quella contenuta in sette piscine olimpioniche. Quando tutto il ghiaccio della Groenlandia sarà sciolto, il livello dei mari si alzerà di sei metri e tutte le città costiere saranno distrutte. Anche per gli scienziati più pessimisti, questo è però uno scenario che si verificherà solo tra un migliaio di anni.

Qualche giorno fa una ricerca pubblicata su Nature Communication rilevava comunque che la Groenlandia è ormai arrivata a un punto di non ritorno e che se anche il riscaldamento globale finisse domani, l’equilibrio tra neve caduta e ghiaccio sciolto non si ristabilirebbe. I ghiacciai sono attaccati da sopra e da sotto: l’aria più calda forma pozze d’acqua che scavano la superficie, il mare più caldo erode con velocità maggiore la parte sommersa. La fredda acqua dolce riversata nell’Oceano Atlantico potrebbe avere ripercussioni anche sul fluire della Corrente del Golfo, che potrebbe non raggiungere più il Nord dell’Europa con l’intensità attuale, dando inizio a una mini era glaciale, come quella che durò dal XV al XVII secolo, quando si pattinava sul Tamigi e sui canali ghiacciati dell’Olanda. Ma questa volta non tutto sarà così divertente.

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